Venuto a conoscenza, come tutto il mondo, dell’ennesimo attacco chimico ai danni dei civili siriani, Papa Francesco ha pregato questa mattina per le loro anime e per tutti gli abitanti della Siria che da anni ormai sono costretti a vivere con terrore la loro quotidianità senza sapere se il giorno successivo potranno ancora farlo. La notizia dell’attacco nel Ghouta, più precisamente a Duma (Roccaforte dei ribelli siriani), ha scosso il Santo Padre che, ancora una volta, ha ricordato come la via del negoziato sia: “La sola che può portare a una pace che non sia quella della morte e della distruzione”. Quindi ha ricordato ai presenti che non esistono conflitti buoni e conflitti cattivi, ma semplicemente guerre che per loro stessa essenza sono ingiuste poiché causano la morte di innocenti, la morte di quelli che dovrebbero essere fratelli, figli, amici spesso per il solo fine economico.
Dopo questa considerazione iniziale, e la promessa di dedicare le proprie preghiere alle vittime e alle loro famiglie, Papa Francesco ha ricordato che oggi è la giornata internazionale dei rom e dei sinti. Il pontefice auspica che venga intrapresa la via dell’accoglienza per questi antichi popoli e che finalmente si raggiunga la pace e la fratellanza verso i membri di questi popoli antichi, di modo che si possa finalmente realizzare un percorso di integrazione reale. Poi si è rivolto ai rom ed ai sinti per chiedere loro supporto nella preghiera per i fratelli siriani in difficoltà. In conclusione Papa Francesco ha ricordato che oggi comincia la Pasqua per la Chiesa Ortodossa ed ha quindi rivolto un augurio a tutti i fedeli della chiesa cristiana orientale che celebra la festività seguendo il calendario giuliano: “Il Signore risorto li ricolmi di luce e di pace, e conforti le comunità che vivono in situazioni particolarmente difficili”.
Luca Scapatello
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