Il mio matrimonio è fallito. Ora cosa faccio?

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Si può sempre ricominciare, siamo fatti per un amore vero

La vita matrimoniale aspira a un’unione intima e profonda. Un’unione che sogna di essere eterna. Ma tante volte fallisce nel cammino. Ed è difficile vivere il fallimento nel matrimonio.

Quanti uomini e quante donne hanno visto stroncato il sogno della propria vita… Hanno iniziato il cammino con la passione di quel primo amore. Hanno creduto, hanno confidato, hanno aspettato. Hanno offerto a Dio la propria debolezza e hanno confidato nel fatto che l’amore di Dio avrebbe reso sacro il loro amore umano.

Ma il tempo, l’esaurimento, le delusioni della vita, lo stress del cammino, le esigenze della vita familiare, l’infedeltà hanno fatto diminuire quel primo amore.

La durezza del fallimento resta incisa nell’anima per sempre. Senza voler cercare colpe, il dolore rimane. È il momento di tornare a consegnare la vita a Dio, dando un nome al proprio fallimento.

L’anelito alla pienezza e all’amore vero rimane, non muore. Quanto è importante non perdere mai la speranza e continuare a camminare con il sorriso nell’anima! Si può sempre ricominciare. Siamo fatti per un amore vero.

Com’è possibile rifarsi una vita dopo aver vissuto il fallimento? Come tornare a credere nell’amore dopo averlo perso? Nella vita molte volte falliamo. E ci rialziamo. L’amore non è perfetto e a volte ci sentiamo ingannati.

Soffri? È il momento del tuo amore, e queste preghiere possono aiutarti.

Diceva una preghiera di padre Josef Kentenich: “Quando il mio petto è oppresso ed è sul punto di scoppiare e le ali dell’anima si ripiegano esanimi, quando giro ancora troppo intorno a me, allora il mio anello suscita tutte le mie forze dicendomi: È giunta l’ora del tuo amore!”.

Arriva il momento del mio amore quando mi mancano le forze, quando vacillo stanco. La verità è che non voglio smettere di confidare in tutto ciò che Dio ha pensato per me, in tutta la sua storia d’amore con me, nel suo cammino di alleanza. Quell’alleanza che abbiamo stretto con Maria chiedendole di non lasciarci mai soli. Non voglio pensare che Dio sia sceso dalla mia barca in mezzo alla tormenta.

Una persona pregava:

“Tu sei al timone della mia barca. Quanto mi costa credere che sia così! Voglio abbandonarmi a te, ma la mia mano non lascia il timone. Mi aggrappo alla speranza di colui che crede che la vita sia nelle sue mani. Confidare significa abbandonare e credere contro ogni speranza. Ma io raramente lo faccio del tutto. Lasciami amarti goffamente come ti amo. Lasciamo camminare con te anche se sento di non seguirti. Lascia che mi svuoti nelle tue mani pur intuendo che ci sono ancora molte cose che non ho dato. Confido nel fatto che sei sempre nella mia vita, ma mi costa confidare quando le nubi si richiudono su di me e sembra che non ci sia via d’uscita. È tutto oscuro e temo con tutta l’anima”.

Nella vita accade tante volte. Abbiamo paura. Finisce la speranza. Guardiamo indietro confusi. Vogliamo tornare ad accenderci nella forza del nostro primo amore. Quel primo amore che ci ha portati a compiere il primo passo fiduciosi.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

fonte: aleteia