Il Governo vieta la Bibbia con la complicità delle istituzioni

Il gravissimo episodio mostra la sudditanza dei grandi poteri internazionali, a quei Paesi che fanno della lotta al cristianesimo uno dei loro motivi fondanti. E purtroppo smentisce anche il lavoro che tenta di fare ogni giorno la Santa Sede. 

In questo caso, la vicenda chiama in causa una delle maggiori Big Tech del Pianeta e il Colosso nazionale che, secondo alcuni, è destinato a guidare le redini economiche del mondo.

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La Apple infatti, la nota multinazionale californiana dei computer con la mela morsicata, ha escluso dal suo programma un’app della Bibbia, per una ragione davvero incredibile. Quale? Lo ha richiesto la dittatura comunista cinese.

La vicenda emblematica che deve fare riflettere

La vicenda è quindi emblematica del rischio che il mondo vive qualora la Cina continuasse ad ampliare la sua sfera di influenza internazionale non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale o religioso. D’altronde, si sa, oggi ciò che conta più di qualsiasi altra cosa è il dio denaro, per questo il problema è davvero dietro l’angolo.

Nel Paese cinese, la libertà religiosa è infatti fortemente compressa. I cristiani vivono ogni giorno un’aperta e terribile persecuzione, quando non si vogliono sottomettere interamente al regime comunista locale. La Chiesa cattolica, attraverso gli organi diplomatici della Santa Sede, sta cercando di fare tutto ciò che le è possibile per migliorare questa terribile situazione, ma i risultati purtroppo sono molto scarsi.

Dal 2018 infatti il Vaticano ha firmato un patto con il governo cinese che prevede un’accordo congiunto sulla nomina dei vescovi locali, rinnovato poi lo scorso anno come previsto dallo stesso. Tuttavia, sembra che il governo cinese tiri dritto e non ci tenga in modo particolare a rispettare la pace tra le parti. Così, ogni giorno giungono notizie delle violente persecuzioni che continuano sulla pelle dei cristiani, tanto che alcuni di loro protestano per l’operato vaticano dichiarando di essere stati, in un certo senso, svenduti ai cinesi.

Cosa accade nel Paese e i rischi per il futuro del mondo

La Cina infatti costringe i suoi cittadini cattolici ad affiliarsi alla sedicente “Associazione Cattolica Patriottica Cinese”. Si tratta di una falsa entità creata ad hoc e controllata dal Partito Comunista, che però di cattolico non ha proprio niente. É infatti una struttura di controllo che mira a limitare l’autorità del Papa sui cattolici del Paese, mentre la vera Chiesa, in comunione con la Santa Sede e con i cattolici di tutto il mondo, resta clandestina.

Così, la richiesta del governo al colosso di Cupertino di cancellare un’app della Bibbia mostra il vero volto dei cinesi e la loro intolleranza anti-cristiana, che punta a non rimanere solamente confinata all’interno del Paese ma ad espandersi nel resto del mondo. Insieme a quella della Bibbia, la Cina ha fatto escludere anche un’altra dedicata al Corano, che mostra come l’ateismo cinese non sia solamente una forma di governo ma una vera e propria religione che esclude, con autoritarismo, tutte le altre.

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É stata la stessa Apple ha confermare il fatto alla Bbc, spiegando che l’app a dovuto essere ritirata dal catalogo dell’App Store in Cina perché le autorità del Partito Comunista hanno sostenuto che il suo contenuto risultava essere “illegale”. “Siamo obbligati a rispettare le leggi locali. A volte ci sono questioni complesse su cui possiamo non concordare con i Governi e altre parti interessate relativamente alla giusta via da seguire”, ha tentato di giustificarsi l’azienda.

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La libertà religiosa è troppo importante per ridurla a commercio

Il tema della libertà religioso però è un tema di diritti umani fondamentali, i più antichi e per i credenti i più importanti in assoluto, e non può di certo ridursi a una questione di commercio di telefonini e applicazioni. Insomma, con il silenzio complice di istituzioni internazionali, come ad esempio l’Onu, che quando vuole si accredita come paladina dei diritti (ad esempio per quanto riguarda aborto, utero in affitto o gender) ma di fronte alla violazione della libertà religiosa non fa volare una mosca, si è assistito all’ennesimo palese schiacciamento dei cristiani in Cina.

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Anzi, l’accettazione della Apple di questa realtà appare come un silenzio assenso che pesa e non poco, un compiacimento silente che potrebbe quindi fare presagire a un’inasprimento della violenza, impunita, ai danni dei cristiani in Cina. Preghiamo per i nostri fratelli nel Paese, affinché tutto questo non possa accadere, ma anzi la situazione possa capovolgersi in nome di un vera libertà, in Cristo Gesù.

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