Clamoroso svelato Il giudizio della commissione vaticana su Medjugorje

 

 

 

Medjugorje rimane uno dei più grandi misteri degli ultimi trent’anni, la Chiesa ha indagato e cercato di comprendere sia le apparizioni che il fenomeno per volontà di Benedetto XVI, il quale nel 2010 ha dato mandato al Cardinale Ruini di formare una commissione.

Lo scetticismo del Vaticano a riguardo non verte sulla veridicità delle apparizioni iniziali, ma sulla continua diffusione di messaggi da parte dei veggenti che per altro tendono sempre più a ripetersi, non a caso di ritorno da Fatima Papa Francesco ha detto di non fidarsi di una Madonna che funge da “Capo servizio telematico”. Proprio per questo la commissione formata da Ruini, dai cardinali Tomko, Puljic, Bozanic, Heranc e Amato e da undici laici (psicologi e teologi) si è soffermata su due aspetti ben diversi: le prime sette apparizioni, ed il fenomeno successivo di devozione dal 1981 ad oggi.

Per quanto riguarda il primo oggetto d’analisi, le apparizioni che vanno dal 24 giungo al 31 luglio del 1981 sono state ritenute veritiere. Secondo il parere dei membri della commissione, all’epoca i veggenti erano in perfette condizioni psichiche, inoltre, stando ai documenti esaminati (redatti dalla diocesi bosniaca e dal regime comunista jugoslavo) non ci sono stati condizionamenti da parte della parrocchia né influenze demoniache di sorta. Diverso il giudizio sul periodo successivo, qui infatti le pressioni esterne sono state indiscutibili ed il contrasto tra la diocesi ed il governo ha sicuramente influito sul fenomeno, i membri della commissione sono dunque divisi tra chi reputa impossibile giudicare con certezza e chi si esprime contro la soprannaturalità del fenomeno.

Il Cardinale Tornielli ha voluto spiegare meglio sia le decisioni della commissione sia i processi che hanno portato a tali risultati: “La commissione ha votato in due tempi. Una prima volta prendendo in considerazione i frutti spirituali di Medjugorje ma lasciando da parte il comportamento dei veggenti. Qui 3 membri e 3 esperti affermano esserci effetti positivi, 4 membri e 3 esperti effetti misti in prevalenza positivi e altri 3 membri effetti misti, positivi e negativi”. La seconda votazione, spiega ancora il cardinale, è stata più incerta, nessuno poteva affermare con certezza la veridicità del fenomeno ma una parte della commissione non si è voluta esprimere contro di esso.

Il motivo di tale rifiuto ad esprimersi contro il fenomeno Medjugrorje risiede nell’inconfutabile apporto di fede che questo veicola alla comunità cristiana. Pare infatti che il Cardinale Ruini abbia consigliato al Santo Padre di abolire il divieto di organizzare pellegrinaggi e di far si che la parrocchia diventi un santuario pontificio.

Proprio in questa direzione verte la decisione di Papa Francesco di inviare in terra bosniaca il Monsignor Hoser, il Vescovo di Varsavia ha il compito di analizzare in dettagli la situazione e di fare rapporto al Papa, affinché si possa tracciare una linea pastorale chiara che tuteli i fedeli e li guidi in maniera corretta verso la devozione al Signore.