Il fondatore degli scout: “Dio ci ha creato per rendere il mondo migliore”

Gli Scout al giorno d’oggi sono una vera e propria istituzione in tutto il mondo, non tutti però sanno che la loro fondazione è merito di Sir Robert Stephenson Smyth Baden-Powell, colonnello dell’esercito di sua Maestà la regina d’Inghilterra e agente dei servizi segreti britannici. Nato da una famiglia benestante a Paddington, Londra, nel 1857, era figlio di un professore di geometria di Oxford, Harry Baden Powell, e di Herrietta Grace Smith, figlia dell’ammiraglio W.T. Smith.

L’infanzia è stata travagliata, a 3 anni ha perso il padre e il resto della crescita è stato condizionato da scarsi risultati nello studio e da una grande vivacità. Amante degli sport e della musica Robert amava organizzare spettacoli e eventi collettivi, oltre che giocare a calcio. Sin da bambino inoltre ha sviluppato una passione per l’esplorazione che si è portato per tutta la vita ed ha connotato la sua carriera militare. Entrato nell’esercito grazie ad un concorso pubblico (a cui è arrivato secondo) nel 1876 è stato mandato in India nel tredicesimo battaglione Ussari.

Le sue capacità e la sua determinazione lo hanno fatto emergere rapidamente, tanto che a 26 anni era già salito al grado di capitano. Dopo una missione deludente in Afghanistan, Robert venne mandato alla guida del battaglione ‘Dragons‘ in Sud Africa. Paese in cui le truppe britanniche combatterono contro la tribù degli zulu. Anche in questa occasione Baden-Powell, divenuto, colonnello e successivamente inserito nei servizi segreti di sua maestà si è distinto per le sue qualità di esploratore. Nel 1897, sempre in Sud Africa, ha guidato l’esercito britannico nella battaglia contro l’ultimo leader degli Ashanti che sconfisse e rese prigioniero.

Tornato in Sud Africa l’anno successivo ottenne il compito di gestire le linee di frontiera e difendere i territori dagli assalti degli zulu. Nel 1899 è iniziata l’offensiva boera che costrinse Baden Powell e le sue truppe ad affrontare un assedio durato 217 giorni. Proprio in questa occasione addestrò un gruppo di ragazzi locali a muoversi dietro le linee nemiche e a fare da vedetta e da messaggeri senza esser scoperti. Il loro contributo è stato fondamentale per organizzare la resistenza ed il 16 maggio del 1900 finalmente la battaglia si concluse con un successo.

Tornato in patria Baden Powell distribuì il suo manuale ‘Aids to Scouting‘ (Consigli per l’esplorazione), un manuale che era servito ad istruire i giovani sudafricani a muoversi all’interno delle zone di guerra, perché divenisse il manuale d’addestramento delle associazioni giovanili. Nel giro di 20 anni i suoi scout divennero parte della più grande associazione giovanile di esploratori del Regno Unito e presto i suoi insegnamenti valicarono i confini fino a divenire ciò che oggi tutti conosciamo.

Nell’insegnamento di Baden Powell c’era un marcato senso religioso (il padre era anche un reverendo) come si può denotare da quanto scritto in una delle sue biografie: “Leggi la Bibbia, nella quale scoprirai la Rivelazione Divina e poi leggi un altro libro meraviglioso: quello della Natura creata da Dio; quindi rifletti al modo con cui puoi meglio servire Dio” e ancora: “Dio ci ha messo in questo mondo meraviglioso per essere felici; la felicità non è data dalla ricchezza, né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie; il vero modo di essere felici consiste nel dare la felicità agli altri; cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’avete trovato”.