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Il dolce di Sant’Antonio: simbolico, buonissimo e facile da fare a casa

Rappresentativo della città di Padova, il Dolce del Santo racchiude dei simboli oltre alla bontà e alla dolcezza di ingredienti squisiti. Dedicato a pellegrini e turisti è un bel modo per rendere omaggio a Sant’Antonio. 

Il 13 giugno Padova è in festa per la memoria liturgica di Sant’Antonio, detto semplicemente “il Santo” nella città veneta. Figura di altissimo rilievo per sapienza e santità, Sant’Antonio è Dottore della Chiesa. 

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Legato a Padova, visse lì solo per pochi anni e lì morì, ma era portoghese, di Lisbona, città in cui nacque nel 1195. Di nobili origini, studioso di teologia, da giovane entrò nell’ordine dei francescani e divenne sacerdote.  

È chiamato “il santo dei miracoli” perché la sua vita fu costellata da eventi prodigiosi e molte guarigioni avvennero per sua intercessione. Di profonda cultura, svolse un’intensa attività di predicatore favorita dalla sua grande capacità oratoria e approdò in Italia proprio durante le sue missioni itineranti per annunciare il messaggio evangelico e francescano. 

Non solo il dolce dedicato al Santo

Quanto al cibo la sua figura è legata principalmente a due alimenti. Innanzitutto il pane, da cui viene l’usanza di distribuire il cosiddetto “pane di Sant’Antonio”. 

Si tratta di pani benedetti che in occasione della sua festa vengono generalmente donati alle persone nelle chiese a lui intitolate.  

Questa tradizione ha origine da uno dei numerosi miracoli avvenuti per tramite del Santo, che accadde quando un bambino che abitava nei pressi della chiesa scivolò in una pozza d’acqua rischiando di annegare. 

La madre del bambino pregò Sant’Antonio affidandogli la vita del figlio e fece voto di distribuire ai poveri tanto grano quanto fosse il peso del bambino. Riavuto il bambino sano e salvo mantenne la promessa trasformando il grano in pane.  

Ma c’è anche un altro cibo particolarmente legato a Sant’Antonio, a lui espressamente dedicato e preparato per festeggiarlo: il Dolce del Santo. 

Come nasce

Questo dolce fu ideato dai frati della Basilica di Sant’Antonio a Padova per essere distribuito ai poveri e ai pellegrini sul sagrato della chiesa. 

Può forse considerarsi come un’evoluzione del semplice pane, quale era in origine e col passare del tempo fu arricchito diventando una torta che come ingredienti ha burro, uova, zucchero, frutta secca e canditi. 

Alcuni decenni fa, negli anni ‘70, divenne poi un prodotto dolciario per turisti e pellegrini che ogni anno visitano la Basilica del Santo, soprattutto nel periodo della festa. 

 È costituito da un guscio di pasta sfoglia con una farcitura di confettura di albicocche, mandorle tritate, uva sultanina e arancia candita e profumato di vaniglia. È completato da un simil Pan di Spagna, somigliante per la consistenza ma diverso per la presenza di burro. 

Si tratta di un dolce molto ricco e profumato, facile da fare in casa e anche molto bello esteticamente.  La forma è gonfia a tondeggiante e perciò ricorda la cupola della Basilica ma può evocare anche l’aureola del Santo. 

Si trova in quasi tutte le pasticcerie di Padova e ne esiste anche una versione a lunga conservazione, che si conserva per mesi ben sigillata. 

La ricetta

Ecco la ricetta per prepararlo in casa in modo semplice seguendo tutte le indicazioni. Le dosi sono per un dolce della dimensione di 20 cm di diametro.

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Ingredienti  

  • 1 rotolo di pasta sfoglia già pronto
  • 60 gr di burro
  • 90 gr di zucchero
  • 75 gr di farina
  • 25 gr di amido di mais
  • 2 uova
  • 2-3 cucchiai di confettura di albicocche
  • 50 gr di uvetta sultanina
  • 30 gr di mandorle
  • arancia candita
  • ½ bacca di vaniglia

Procedimento 

Per prima cosa bisogna sciogliere il burro e lasciarlo intiepidire. Poi, stendere la pasta nello stampo e piegare in fuori i bordi.  

Spalmarvi dentro la confettura, poi aggiungere le mandorle tritate grossolanamente, l’uvetta e l’arancia candita a pezzetti. 

Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°.  A parte montare le uova con lo zucchero, aggiungere i semi estratti dalla bacca di vaniglia e poi il burro.  

Incorporare anche la farina mescolata all’amido di mais, entrambi setacciati, e mescolare dal basso verso l’alto delicatamente per non smontare le uova.  

A questo punto versare il tutto all’interno della pasta. Ripiegare i lembi verso l’interno e chiudere al centro.  Non resta che cuocere in modalità statica sempre a 180° per 35 minuti circa.  

Il dolce dovrà dorarsi leggermente, ma non troppo. Infine estrarre dal forno e lasciar raffreddare prima di servire.

Ed ecco che il Dolce del Santo è pronto per festeggiare questo grande Santo in un modo così buono e pieno di significato.

Romana Cordova

Laureata in Lettere moderne e specializzata come docente di lingua italiana a stranieri amo scrivere e occuparmi di lifestyle con particolare riferimento all'ambito della gastronomia. Sono autrice di un libro di cucina e tradizioni cattoliche, tema che per diversi anni ho approfondito anche in una trasmissione radiofonica.

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Romana Cordova

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