Il Cristo nell’urina non è un’opera d’arte ma blasfemia.

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Chiamare arte ciò che è blasfemia ci sembra esagerato, Si può capire tutto ma non questo, in nome dell’arte non si possono offendere i  valori più sacri e preziosi che noi abbiamo. Il crocifisso da sempre per noi rappresenta il simbolo dell’amore di Cristo per l’umanità, il sacrificio che ci ha salvati, infatti dalle sue piaghe siamo stati guariti e redenti. Questo simbolo merita rispetto anche da parte di chi non crede, perchè rappresenta la fede di miliardi di persone,  inoltre è il simbolo non solo di una religione ma anche della cultura italiana ed europea.

Stiamo parlando dell’opera di Andres Serrano che verrà esposta al Photolux Festival di Lucca e ritrae un crocifisso in un bicchiere di urina. noi ci domandiamo perchè con tutti i liquidi a disposizione proprio l’urina, che notoriamente rappresenta il disprezzo e il disgusto anche a causa del cattivo odore che emana.

Rimane il fatto che la presunta opera “Piss Chirst”, una fotografia realizzata da Andres Serrano, fotografo statunitense, che ha immortalato un crocifisso immerso in un bicchiere pieno della sua urina. Verrà esposta a Lucca dal  21 novembre al 13 dicembre durante il Photolux Festival e verrà spacciata come opera d’arte.

La vicenda è stata denunciata da due consiglieri della regione toscana che affermano: “È inammissibile – affermano i consiglieri regionali Manuel Vescovi ed Elisa Montemagni – che si sostengano iniziative di questo genere, dove vengono esposte opere che offendono pesantemente il cristianesimo. Un’opera che umilia Cristo e rende omaggio all’Islam”. Gli esponenti leghisti annunciano che durante il festival “organizzeranno un presidio davanti alla sede della mostra per esprimere il nostro totale dissenso. Invitiamo i cittadini toscani ad unirsi a noi in questa forma di pacifica protesta che vuole difendere le nostre profonde radici cristiane”.

Diversa invece l’opinione del direttore della mostra  Enrico Stefanelli, che difende a spada tratta l’opera ribadendo il concetto che l’arte è libertà di espressione e di pensiero, e quindi ha pieno diritto di essere esposta come si evince dalle sue parole :“Lo spirito del festival – ha detto – è quello dell’equilibrio in un contesto di libertà”. “Quell’opera – continua – non è nata come un oltraggio o una contestazione del Cristo, quanto piuttosto della mercificazione delle immagini. Poi dobbiamo collocarla nel periodo storico in cui è stata realizzata, negli anni ’80”.

Un fatto è certo quest’opera blasfema secondo noi ,da sempre ha creato scandalo ed è stata motivo di forti discussioni, a cominciare dalla sua prima esposizione avvenuta nel lontano 1987 negli Sati Uniti, dove addirittura ha prodotto una forte discussione nel parlamento americano grazie all’indignazione di due senatori repubblicani che hanno voluto fortemente che l’opera non fosse esposta è hanno fatto bene aggiungiamo noi. Invece in Italia ormai in nome del relativismo imperante sembra che tutto sia lecito e addirittura il logo della regione Toscana governata dal PD campeggia in bella mostra sul volantino e sui siti che pubblicizzano la mostra internazionale di fotografia. Una domanda sorge spontanea perchè sempre in Toscana e in modo particolare a Firenze è stato vietato ad una scolaresca di visitare una mostra mostra di dipinti raffiguranti il Cristo? sapete qual’è la motivazione che è stata data? Non si va alla mostra perchè: I dipinti raffiguranti il Cristo e i crocifissi “urtano i non cattolici”. E allora perchè nella stessa regione sotto lo stesso governo vengano usati pesi e misure diverse, perchè si è molto attenti ad non urtare la suscettibilità dei non cristiani , mentre si permette attraverso una pseudo opera d’arte il Cristo immerso nell’urina del suo autore, di offendere tutti noi cattolici  colpendo il simbolo per eccellenza della loro fede, come se la loro opinione non contasse o non fosse degna di essere presa in considerazione. Noi non accettiamo questo colonialismo ideologico, nel quale è giusto dare spazio a tutti e a tutto ma meno che a noi cattolici che siamo diventati stranieri in Patria, uno strano paese il nostro dove tutte le opinioni sono prese in considerazione tranne le nostre.