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Il Vescovo omette il Credo durante la Messa. La giustificazione non regge

Durante la celebrazione della Santa Messa, c’è la recita del Credo, la nostra professione di fede. 

A Pinerolo, il Vescovo, durante la Messa dell’Epifania, ha fatto fare un momento di silenzio, anziché recitare il Credo destando sgomento tra i fedeli.

Il Credo: il Vescovo non lo fa recitare

Come può la nostra professione di fede durante il momento più importante per un cristiano, quale la celebrazione della Messa, diventare un optional? Eppure sono diversi i casi di sacerdoti che non lo fanno recitare. Molti di più quelli che per recuperare tempo dopo una eccessiva omelia lo affrettano facendolo passare così come se non avesse più nessun significato proclamare in cosa crediamo.

Ma a Pinerolo il 6 di Gennaio forse si è sfiorato il paradosso. Il Vescovo Derio Olivero ha completamente omesso la proclamazione del Credo nel corso della Messa dell’Epifania proponendo un semplice momento di silenzio tra l’imbarazzo dei presenti.

Il perché della decisione

Dato che ci sono anche non credenti, – ha spiegato il Vescovo a fine omelia – ognuno lo dice in silenzio. Chi crede può dirlo e chi non crede o ha altre fedi, dirà in silenzio le ragioni del suo credo”.

La polemica, a partire dai semplici fedeli, non si è fatta attendere, tanto che una breve e lapidaria spiegazione dalla Curia è stata diramata: “Per interiorizzarlo meglio”, hanno scritto, in merito alla decisione del Vescovo. Ma francamente questo ci lascia ancora più perplessi.

Il Credo: recitarlo o no? La spiegazione del Vescovo

Tirato in causa, in un’intervista al la NUOVA BQ, il Vescovo ha spiegato (attraverso il suo portavoce) “la legittimità dell’omissione del Credo, in quanto parte fissa della Messa festiva, non si omette mai quando è prescritto da Messale. E soprattutto non si pronuncia mai in silenzio o in privato dato che la professione di fede, lo dice la parola stessa, è quanto di più pubblico possiamo manifestare come cristiani perché è il condensato delle verità della fede cattolica”.

Il Vescovo ha concluso spiegando che, per lui, “questo, non costituisce nessuna violazione di niente. Rispetto il Messale 56 domeniche all’anno e rispetto la liturgia sempre, ma in occasione di questa Messa c’erano in chiesa altre confessioni e ho pensato che i cattolici potessero dire in silenzio il Credo e chi invece, come i Valdesi e gli Ortodossi, potessero proclamare qualcosa in cui credere. Il tutto in silenzio, ma ribadisco la mia assoluta fedeltà al Messale”.

Il coraggio di dire: “questo non le è consentito”

“Dovete avere il coraggio, quando sentite un prete dire cose contrarie alla fede cattolica, di alzarvi e dire anche durante la Messa: Questo non le è consentito”. Le parole pronunciate in merito da don Salvo Priola con cui La Bussola chiude il suo articolo.

Ci chiediamo quale sia dunque il vero senso della decisione del Vescovo Olivero. Perché tacere davanti a fedeli di altre professioni il nostro Credo? Perché dover sempre abbassare la testa e aver paura di infastidire gli altri in casa nostra? Altre Religioni ci accusano proprio di questa mancanza di identità.

ROSALIA GIGLIANO

Fonte: lanuovabq.it

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Rosalia Gigliano

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