Il cardinale O’Malley non è certo uno che ha peli sulla lingua ,uno cosiddetto politically correct, non ha interessi ad accaparrarsi le simpatie dell’opinione pubblica. Non a caso è stato nominato membro della commissione del Vaticano contro gli abusi su minori .
In seguito alle accuse ricevute da padre Barros (secondo testimone artefice di abusi sessuali contro bambini) ed alle dichiarazioni a riguardo di Papa Francesco, il quale ha archiviato la questione sostenendo che in assenza di prove concrete non si può parlare di reato. Pare infatti che il sacerdote sia stato prima allontanato dalla diocesi di Osorno ed in seguito promosso a vescovo della stessa, nonostante le accuse pendenti.
A riguardo è stato intervistato il cardinale O’Malley, membro della commissione del Vaticano contro gli abusi su minori e componente de C9, un organismo voluto dallo stesso pontefice per riformare la Chiesa dall’interno e ripulirla dagli errori e dalle nefandezze del passato. Il cardinale americano di origine irlandese ha dichiarato: “E’ comprensibile che le parole di Papa Francesco siano state fonte di grande dispiacere per le vittime di abusi sessuali da parte del clero”, ma ha aggiunto in seguito che non essendo presente, nelle parole del Santo Padre potrebbe esserci stata una sfumatura che nel successivo articolo o nello spezzone d’intervista non è stato colto, poiché sin dall’inizio del suo incarico papa Francesco si è battuto apertamente contro questi scandali: “Non essendo stato personalmente coinvolto nel situazioni che sono state oggetto dell’intervista del Papa, non posso spiegare perché il Santo Padre abbia scelto le parole che ha usato nella sua risposta. Ma quello che so davvero è che Papa Francesco riconosce pienamente gli enormi fallimenti della Chiesa e del suo clero che hanno abusato di bambini, e l’impatto devastante che questi crimini hanno avuto sulle vittime che ama particolarmente”.
Nonostante la chiosa, probabilmente O’Malley avrebbe in ogni caso temporaneamente sospeso padre Barros in attesa di indagini chiarificatrici. Non molti sanno, infatti, che il sacerdote irlandese ha avuto un ruolo di spicco nello smascherare i sacerdoti colpevoli di abusi nella città di Boston (il caso venuto a galla grazie ad un lavoro d’inchiesta giornalistica, trasposto poi in uno dei più bei film di denuncia degli ultimi anni: ‘Il Caso Spotlight’). Proprio in seguito a quello scandalo papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo della diocesi di Boston e papa Benedetto XVI lo innalzò al ruolo di cardinale e membro centrale della commissione contro gli abusi.
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