E’ stato creato un ibrido pecora-uomo! La scienza esagera!

Creato un ibrido pecora-uomo in laboratorio
Esperimento

La scienza non cessa mai di sperimentare cure e ritrovati per le peggiori malattie.
Anche se non possiamo non essere d’accordo con il progresso che riguarda lo studio delle metodologie e dei farmaci, atti a migliorare la vita di tante persone, con la salute precaria, ci sono delle operazioni che non rientrano nel range della nostra concezione etica.
Riguardano, soprattutto, le manipolazioni genetiche sul Dna e sulle cellule embrionali.
In alcun modo, il cristiano può bypassare le norme che ritengono l’embrione un essere vivente in potenza, in quanto è, esso, il primo nucleo di cellule del bambino, che dovrebbe nascere.

E’ formato, infatti, da un ovocita (la cellula sessuale femminile) fecondato da uno spermatozoo (la cellula sessuale maschile).
Ma ci sono casi, come quello qui descritto, in cui i confini si oltrepassano: gli ultimi esperimenti genetici, infatti, si stanno effettuando su animali e umani e vedono i ricercatori impegnati nella creazione di embrioni ibridi, ottenuti innescando sezioni del Dna umano in quelli di un animale.
Capite bene che siamo molto vicini al concetto di clonazione, nonché a sfidare le leggi divine della creazione dell’uomo, della donna, degli animali.

Qual il motivo e il fine di questo esperimento?

Quello di usare il corpo di altri animali come sito, per far crescere organi pronti ad essere trapiantati nell’uomo.
Al momento, gli esperimenti vengono condotti dall’Università della California, come è stato annunciato nella Conferenza dell’American Association for the Advancement of Science, a Austin, nel Texas.
Il ricercatore in questione si chiama Pablo Ross e i suoi metodi sono -come si può immaginare- già fonte di discussioni morali, su larga scala.
Altri studiosi, prima di lui, erano giunti a definire gli embrioni “chimera”, che sono stati creati in laboratorio, da cellule e informazioni genetiche di specie diverse.

Ecco come si crea un embrione “chimera”

Le cellule che sono contenute nell’embrione hanno (come tutte le altre, di ogni essere vivente) le istruzioni genetiche per moltiplicarsi e specializzarsi nei diversi organi, muscoli, ossa etc.
Gli esperimenti recenti sono in grado di modificare il Dna di quelle cellule, impedendo loro di creare alcuni organi, in favore di altri. Fino a qui parliamo di embrioni animali.
Nella parte modificata del Dna, per la tecniche di editing del genoma (Crispr), un vero e proprio taglia e incolla, vengono, poi, inserite delle cellule staminali umane, che, in quanto tali, possono diventare qualsiasi tessuto.

Mentre l’embrione dell’animale cresce, legge le istruzioni del suo Dna, modificato dalle cellule staminali umane, e ciò determinerà la produzione di un certo organo prestabilito.
L’animale adulto avrà, dunque, nel suo corpo, un organo ibrido e espiantabile, pronto per essere utilizzato nel corpo di un essere umano.
Quanti embrioni abbiamo ucciso finora? Troppi (anche se si trattasse di uno solo), perché l’esperimento va avanti per prove ed errori, ovviamente.

Un primo esperimento del genere, fu reso noto lo scorso anno, quando, al Salk Institute for Biological Studies, in California, alcuni studiosi furono in grado di ri-creare, nel corpo di un ratto, il pancreas di un topo. Il pancreas “nuovo” fu, così, trapiantano con successo, su un topo, in cui era stato indotto il diabete.
Dal topo, in seguito, si passò a fare esperimenti simili sui maiali, implicando già cellule staminali umane.
Ora Pablo Ross ha creato un embrione “chimera” pecora-uomo, riuscendo ad aumentare la concentrazione di cellule umane (di una su 10.000), nell’organo ibrido.

“L’uso delle pecore ha molti vantaggi rispetto al maiale, a partire dal fatto che bastano quattro embrioni e non cinquanta, per far iniziare una gravidanza. Anche questo animale inoltre ha organi di dimensioni simili a quelli umani”, ha spiegato lo scienziato.
L’ibrido pecora-uomo è stato creato, mettendo delle cellule staminali umane nell’utero, e dunque nell’embrione contenuto in esso, di una pecora. L’embrione è cresciuto per 28 giorni, prima di essere distrutto, ossia il massimo consentito dalla legge.

Pablo Ross dice: “Anche se c’è molto da lavorare, gli organi prodotti in queste chimere interspecie potrebbero un giorno costituire un modo per soddisfare la domanda di organi, trapiantando ad esempio un pancreas ibridizzato in un paziente”.
La concentrazione di cellule umane che si deve raggiungere (nell’organo ibrido), perché questo sia possibile, è di una su 100, affinché il nuovo organo non venga rigettato dal soggetto, che usufruisce del trapianto.

Comprendiamo tutti la portata di uno studio del genere: l’embrione ibrido crea nuovi organi, per le lunghe liste di persone che aspettano un trapianto, che spesso arriva troppo tardi, ma non possiamo accettare di distruggere una vita per salvarne un’altra.
In molti paesi, anche negli Stati Uniti, queste ricerche non sono finanziate, se non da privati, ed è così anche in Italia, per il momento.

Ma questo non ci tutela affatto, da esperimenti che sembrano una affronto crescente alla naturalità delle cose. Nemmeno le parole di Pablo Ross ci tranquillizzano: “Se scoprissimo che le cellule umane vanno nel cervello dell’animale, non potremmo portare avanti il tentativo. Siamo consapevoli delle implicazioni etiche di questo tipo di esperimenti, ma, del resto, pensiamo possano offrire speranze, in prospettiva, per chi deve essere sottoposto a trapianto d’organo”.

Antonella Sanicanti