Incapace di darsi pace, non tanto per il furto subito, quanto per il disordine lasciato in casa sua dagli intrusi, il parroco ha deciso di sfogare il proprio risentimento pubblicamente, scrivendo una lettera ai ladri che si sono introdotti in casa sua. In questa il parroco apostrofa i delinquenti con parole dure, dando loro dei “Maledetti, Vigliacchi e Farabutti”, quindi spiega che il suo intento è quello di sfogarsi per il torto subito da lui e dai suoi vicini e per mettere in guardia le persone del rione da eventuali incursioni notturne nelle proprie case.
Nella dura lettera del parroco infatti si legge: “Avete fatto vivere a me, alla mia famiglia e ai miei amici e vicini – tutta gente onesta e rispettabile – un vero incubo! In poco più di un’ora, vi siete introdotti in casa di un Prete, in casa di una giovane coppia, che si guadagna da vivere con onestà e sacrificio e nell’appartamento di un uomo di 83 anni, che vive di una pensione guadagnata spaccandosi la schiena, mentre dormiva ignaro e tranquillo nel suo letto!”. Dopo averli accusati di aver turbato la tranquillità di un quartiere per pochi spiccioli, Don Raimondo chiede loro: “Ma cosa pensavate di trovare nella casa di un Prete?!? Cosa pensavate di trovare in casa di un pensionato?!? Cosa pensavate di trovare in casa di una giovane coppia?!? Il vostro magro bottino non so a cosa vi servirà, ma sappiate che solo ciò che si guadagna col sudore della fronte porta frutto!”.
Lo sfogo si conclude con una frase che esprime orgoglio per chi è vittima ed insieme di condanna per coloro che hanno rubato in casa sua: “A noi avete rubato qualche soldo e qualche oggetto… Ma a voi, il demonio ha rubato la dignità! E la dignità è qualcosa che voi, disgraziati schifosi delinquenti, non potrete mai avere…nemmeno rubandola!!!”.
Luca Scapatello
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