Il Coronavirus ferma uno degli eventi più importanti per la città di Gubbio, la Festa dei Ceri.
Una festa che si porta avanti dal 1160. Quest’anno Gubbio dovrà rinunciare alla sua tradizionale Festa dei Ceri proprio per motivi sanitari.
Era dall’anno 1160 che a Gubbio, il 15 maggio, si svolge la tradizionale Festa e corsa dei Ceri. Ma quest’anno, il Coronavirus ha fermato anche questa. “E’ stata una decisione dolorosa e struggente” – sono state le parole del sindaco della città umbra, Filippo Mario Stirati.
La città, quest’anno si sentirà spoglia di uno dei suoi simboli: “Aldilà del dirimente aspetto, dobbiamo tener conto di chi è deceduto, di chi sta soffrendo per la malattia, di chi è lontano dai propri cari e non può portargli l’ultimo saluto” – ha continuato il primo cittadino – “Di tutto questo infatti la Festa dei Ceri 2020 si deve far carico inchinandosi e rinunciando al momento celebrativo e festivo”.
Il sindaco Stirati, come racconta in un’intervista all’ADNKRONOS, si è sentito amareggiato nel dare questa notizia ai suoi cittadini, ma “non avevamo altra possibilità”: “Nella situazione di emergenza sanitaria in cui ci troviamo a livello nazionale, con il divieto di assembramento e con l’obbligo di distanziamento sociale siamo tuttavia riusciti a salvare alcuni momenti civili e religiosi della grande Festa del 15 maggio.
Ma senza la corsa, mancherà il momento più festoso, gioioso e di popolo della nostra tradizione secolare” – ha continuato.
Anche se la tradizionale corsa non si farà, non mancherà almeno l’addobbo a festa per la città stessa: “Vessilli, stendardi, fiori, pennoni, il Gonfalone in piazza Grande, le mura, il cassero e il monte imbandierati ci saranno” – ha concluso il primo cittadino.
Una tradizione che si interrompe per ovvi motivi sanitari, ma che non deve mai interrompersi nella memoria storica della città di Gubbio.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: adnkronos.com
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