Coronavirus, Gran Bretagna: il tragico rapporto sulle decisioni non prese da Johnson

    Nelle ultime ore è stato svelato uno studio in cui si afferma che in Gran Bretagna il coronavirus circolerà fino alla primavera del 2021 e che l’80 per cento della popolazione britannica verrà contagiata.

    Boris Johnson (sourceweb)

    Non si spiega però perché i numeri sono così alti: per l’irresponsabilità del Premier Boris Johnson. Nei giorni scorsi infatti, il primo ministro del Regno Unito ha affermato: “Dobbiamo abituarci al fatto che molte famiglie perderanno dei loro cari”.

    Coronavirus: la frase da brividi di Boris Johnson

    Una frase da molti giudicata sconvolgente e inaccettabile, avvalorata per di più dalla teoria dell’immunità di gregge. Giudicata dalla maggior parte degli esperti una considerazione “da irresponsabili”. In ogni caso, le autorità governative britanniche non hanno preso alcun provvedimento. La vita in Gran Bretagna, in un primo momento, è continuata alla stessa maniera.

    Mentre però i cittadini hanno iniziato ad avere contezza del problema, e i primi supermercati cominciato a svuotarsi. Così i casi hanno cominciato a moltiplicarsi, le elezioni amministrative sono state rinviate, e anche il Ministro della Salute è risultata positiva al test. Il bollettino del 15 marzo ha segnalato 1.373 contagiati e 35 decessi.

    Il documento riservato

    Il rapporto, altamente riservato e rivolto ai dirigenti del servizio sanitario britannico, è stato redatto dal Public Health England e pubblicato dal quotidiano inglese The Guardian. Nel dettaglio, gli esperti affermano che l’epidemia durerà circa un anno e potrebbe portare ben 7,9 milioni di persone al ricovero negli ospedali.

    Il professore Chris Whitty, chief medical officer britannico e consigliere di riferimento del governo del premier Boris Johnson, inizialmente aveva provato a restare vago sui numeri e sulla gravità del danno. Dopo la diffusione a mezzo stampa del documento riservato, tuttavia, ha spiegato che si tratta dell’ipotesi di uno scenario che sarebbe il peggiore possibile.

    Effetto di misure di contrasto nulle

    Affermando perciò implicitamente, e forse anche involontariamente, che è quello che potrebbe succedere qualora il piano del Governo continuasse come annunciato nell’ultima conferenza stampa del Premier. Ovvero senza fare nulla. E infatti nel testo del rapporto, questa ipotesi pessimista è anche descritta come “realistica“.

    Il dato più sconcertante che si afferma è che a percentuale dell’80% di contagiati porterebbe alla morte di un milione e mezzo di cittadini britannici. Questo per via della capacità limitata dei posti negli ospedali. Nel caso si abbia un tasso di mortalità pari al 3%. Se invece si attesterà allo 0,6%, come afferma Whitty, ci sarebbero 318.660 morti.

    Coronavirus: in Gran Bretagna un passo indietro?

    Se messo in parallelo alle dichiarazioni di Boris Johnson, il numero fa altamente rabbrividire. E ci si chiede come un governo democratico e civile di un popolo come quello britannico, che ci ha dato santi come il cardinale Newman e scrittori come G.K. Chesterton, possa permettere tutto questo.

    Coronavirus Chiese Chiuse

    Tuttavia, pare che nelle stesse ore il ministro della Sanità Matt Hancock abbia parlato di un piano di quarantena generale da mettere in atto entro un mese. Con quarantena obbligatoria per 4 mesi per tutti gli ultra-settantenni, e stop a pub, ristoranti e agli eventi pubblici con oltre 500 persone. Assieme anche all’utilizzo di hotel vuoti per scopi ospedalieri e alla riconversione di alcune industrie per produrre attrezzature mediche necessarie a combattere il virus. Speriamo nel buon senso degli inglesi.

    Giovanni Bernardi

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