Gli effetti devastanti della marijuana, raccontati da una madre disperata

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I governi di tutto il mondo stanno attuando una pericolosa tendenza, sempre più paesi, infatti, si aprono alla legalizzazione della marijuana, droga considerata leggera utile alla cura alcune patologie oculari ma molto dannosa a chi ne abusa per fine ricreativo.

 

Malauguratamente anche in Italia si vuole procedere in questa direzione, ma i signori che propongono la legalizzazione ne nascondo i pericolosi effetti secondari. Al fine di informarvi su quanto questo così detto “Medicinale” possa essere pericoloso vi riportiamo una testimonianza di una madre costretta ad assistere alla disgregazione della mente del figlio: “La marijuana ha distrutto il cervello di nostro figlio e di molti altri giovani. Ha iniziato a fumare spinelli a 12, 14 anni, quando si verificano grandi cambiamenti nell’organismo e nella mente, e i suoi neuroni ne hanno risentito gravemente. Non siamo solo noi genitori a dirlo, lo dicono anche i medici”.

 

La signora Monserrat Boix ha vissuto i problemi del figlio con ansia, e si è vista negli anni abbandonata dalle istituzioni statali che non aiutano le persone che presentano disagi mentali legati al consumo di marijuana come il figlio: “Questi problemi non vengono presi abbastanza sul serio. Sembra che chi propone il consumo libero della marijuana abbia più potere nella società e nei media. Non si parla degli effetti secondari, ma sono gravissimi”.

 

La denuncia di questa madre spagnola riguarda sì gli effetti della marijuana, ma anche le politiche dei governanti, secondo lei troppo indirizzate verso il profitto che la marijuana ad uso ricreativo può generare piuttosto che sulle conseguenze che un abuso può comportare. La sua drammatica situazione familiare l’ha convinta a lottare direttamente contro il problema e la sua testimonianza ha il fine di convincere le istituzioni a fare un lavoro di prevenzione e di assistenza che possa sopperire ai danni causati da questa degenerata decisione di legalizzare una droga.

 

Il problema diviene enorme quando questi figli, consumati dagli effetti della droga, raggiungono la maggiore età: “Non sono nelle condizioni di esercitare la propria libertà. Non hanno criterio per amministrarla. [Le autorità] chiedono loro il consenso per essere ricoverate, e dicono di no. I genitori non possono dire nulla. Ma poi arrivano i problemi, che sono enormi”.

 

Dal racconto sembra che non esiste alcun rimedio a questa situazione, ed invece, in diverse parti del mondo l’hanno trovata: in Brasile, ad esempio, sono state create della apposite “Aziende” per il recupero di questi giovani, che in un luogo rilassante e isolato riescono gradualmente a riacquistare il controllo della loro mente. La speranza è ovviamente che in Italia si possa rigettare la proposta di legge ma nel caso in cui venisse accettata è d’obbligo sia una campagna di prevenzione che la creazione di istituti in grado di gestire gli effetti collaterali.