Tu che fai per vivere straordinariamente il tuo ordinario?

“Non è facile per me essere qui ma nella vita purtroppo capitano dei momenti irripetibili, che o raccogli tutto il tuo coraggio e le tue forze per buttarti o rimpiangerai tutta la vita di non averlo fatto. Nel ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato, vorrei avere per tutti una carezza: per le forze dell’ordine, per i volontari, per l’unità di crisi e per tutti coloro che si sono stretti a noi in questa ricerca” .

Il commovente discorso della moglie Floriana

Inizia così il toccante discorso di Floriana Di Marco, durante il funerale del marito, Giuseppe Liotta, il pediatra di 40 anni morto durante il nubifragio che nei giorni scorsi ha investito la provincia di Palermo, mentre si stava recando a prendere servizio in ospedale.

Nonostante l’immane tragedia, il volto provato dal dolore, la giovane moglie, raccoglie tutte le sue forze e con grande dignità pronuncia parole profonde, altruiste, riconoscenti, scandite da una composta commozione, parole che arrivano dritte al cuore e sono la testimonianza di una vita costruita sulla roccia e allora neanche i fiumi più impetuosi potranno distruggerla. Se la roccia è Gesù, anche quando il dolore ti attanaglia, trovi un senso.

“Giuseppe non è un eroe come altri hanno detto che tutti descrivono, che ha scelto di mettere a repentaglio la sua vita per i suoi piccoli pazienti – ha proseguito leggendo una lettera davanti alla folla, tra cui era presente anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando con la fascia tricolore, che il 10 novembre si è radunata a Palermo nella chiesa di Mater Ecclesiae – perché i suoi primi piccoli pazienti che adorava erano a casa e non avrebbe messo a repentaglio nulla per la sua famiglia.

Per Giuseppe il motore del suo agire era fatto da forte senso di etica cristiana. Ringrazio le istituzioni – ha detto ancora – che si sono fatte presenti. Ho incontrato una pia donna, il prefetto di Palermo, che è stata come una madre per me, il sindaco di Palermo e la città di Corleone. Ringrazio l’arma dei carabinieri, sono stati degli eroi. Sono nipote di un carabiniere ucciso nel gennaio 1947 per me è stato come ricevere l’amore di un nonno, conosciuto solo dai ricordi di mia nonna.

“Tu che fai per vivere straordinariamente il tuo ordinario?”

Se di eroismo si deve parlare, dovremmo celebrare tutti i lavoratori che quella notte erano al lavoro. Se tutto ciò ha un senso, se così tante persone si sono sentite toccate da questa storia è perché forse la storia attuale ha bisogno per cambiare di questi piccoli eroi del quotidiano”.

Floriana Di Marco conclude con una domanda che risuona forte nelle coscienze di ognuno soprattutto di noi cristiani che siamo chiamati a vivere il Vangelo:”Tu che fai per vivere straordinariamente il tuo ordinario?”

La funzione religiosa è stata celebrata dall’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che rivolgendosi alla moglie del pediatra e ai genitori e ai familiari di Giuseppe Liotta, durante l’omelia Lorefice ha detto: “Sento forte il bisogno di stringermi attorno a voi per la perdita di Giuseppe e alla vostra sofferenza dopo gli estenuanti giorni di ricerca“.

Al termine del funerale la salma è stata portata fuori dalla chiesa dagli uomini del soccorso alpino e speleologico, è stata salutata con un lungo appaluso lacrime e commozione

Giuseppe LiottaI Fatti

Giuseppe Liotta, marito, padre di due bimbi piccoli e medico, la sera di sabato 3 novembre si apprestava a raggiungere il posto di lavoro all’ospedale Dei Bianchi di Corleone, quando è stato colto dal maltempo che si è scatenato sulla provincia di Palermo e un’ondata l’ha trascinato a circa 8 chilometri dalla sua auto da dove era sceso, si suppone, perché preso dal panico.

L’uomo è stato trovato morto dopo oltre 5 estenuanti giorni di ricerche, in un vigneto in territorio di Roccamena, sempre in provincia di Palermo. La violenza del maltempo che ha colpito la Sicilia ha fatto si che il suo corpo venisse trascinato per una così lunga distanza. Il cadavere, in mezzo a cumuli di fango, è stato notato dall’equipaggio di un elicottero della Polizia di Stato.

L’autopsia ha accertato la morte per annegamento e lesioni sul corpo compatibili con gli urti contro le rocce nella zona del torrente Frattina. La procura di Termini Imerese ha aperto un’indagine. Il fascicolo è a carico di ignoti. Con Giuseppe Liotta sale a 13 il numero delle vittime del terribile nubifragio che ha colpito la provincia di Palermo.

Alla moglie, è spettato il tragico compito del riconoscimento del suo cadavere. La donna ha urlato con la voce rotta da lacrime e commozione: “Ho bisogno di vedere mio marito. Ho già visto le scarpe e i vestiti. Lo voglio vedere. Sono un medico e so come può essere ridotto ma lo voglio vedere”.

Simona Amabene