Giovanni Paolo II e le lacrime di Maria a La Salette

Così scriveva Giovanni Paolo II, il Papa Santo è tutto donato alla Madonna, al vescovo Dio grenoble per il 150 anniversario delle apparizioni a La Salette.

“La diffusione dell’evento de La Salette (l’apparizione di Maria sulle Alpi francesi nel 1846), attesta chiaramente che il messaggio di Maria non è tutto espresso nella sofferenza e nelle sue lacrime. La Madonna lancia una chiamata a riprendersi: invita alla penitenza, alla peseveranza nell’amore preghiera e particolarmente alla fedeltà della pratica domenicale. Chiede che il suo messaggio raggiunga tutto il suo popolo attraverso la testimonianza dei due bambini, Melania e Massimino, i giovani veggenti.

La loro voce si farà presto sentire. Molte conversioni si verificheranno. Maria è apparsa in una luce che evoca lo splendore dell’umanità trasfigurata dalla Risurrezione di Cristo. La Salette è un messaggio di speranza, perché la speranza è sostenuta dall’intercessione di Colei che è la Madre degli uomini. Le rotture non sono irrimediabili. La notte del peccato cede il passo alla luce della Misericordia Divina. La sofferenza umana presa su di sé può contribuire alla purificazione e alla Salvezza. Per chi cammina umilmente sulle orme  del Signore, il braccio del Figlio di Maria non peserà per condannare, ma stringerà la mano tesa verso di Lui per far entrare nella vita nuova i peccatori riconciliati attraverso la grazia della Croce.”.

Un messaggio – aggiungiamo noi – ancora vivo, ancora valido per tutti, nel quale, nel dolore e nelle lacrime della Mamma, viene indicata la Verità, ossia che nulla è irrimediabile se si ricorre alla Misericordia Divina. Viene indicata la Via, ossia la sofferenza come purificazione e salvezza, come lo stesso Giovanni Paolo II ha dimostrato. Infine, viene indicata la Vita, ossia quella che ci fa salvi nell’amore e nella grazia della Croce, se siamo riconciliati in Dio.