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Giovanni Paolo II: quel 18 aprile confortò le vittime dell’attentato

È stato uno dei momenti più tristi e bui della storia d’Italia: la strage di Bologna. Il conforto della preghiera di Papa Wojtyla.

Giovanni Paolo II prega davanti alla lapide di Bologna – photo web source

Era il 1982 quando Papa Wojtyla si recò sul luogo del disastro e pregò davanti alla lapide collocata sul binario della tragedia. A 39 anni di distanza da quella visita, si ripete il momento di preghiera, ma a distanza, a causa del difficile momento storico che stiamo vivendo per la pandemia.

Il ricordo della Strage di Bologna

Il Covid non ferma il ricordo di una delle stragi più violente della storia del nostro Paese. Era il 2 agosto del 1980 quando, alla stazione ferroviaria di Bologna Centrale, un ordigno a tempo esplose. Questi provocò la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200.

L’Italia si trovava a fare i conti con quel momento storico definito anche “periodo degli anni di piombo”. La strage di Bologna era solo l’ultima di una lunga lista, iniziata nel 1969 con la strage di Piazza Fontana. Proseguì, poi, nel 1974, sia con la strage di Piazza della Loggia che con la strage del Treno Italicus, rispettivamente il 28 maggio e il 4 agosto di quell’anno.

Papa Giovanni Paolo II si recò sul luogo a pregare per le vittime

Due anni dopo, il 18 aprile del 1982, Papa Giovanni Paolo II, si recò alla stazione di Bologna e, davanti alla lapide posta in ricordo delle vittime, recitò una preghiera. Dal 1990, sulla parete esterna della sala d’attesa vicino al primo binario, è stata posta una grande lapide con una parte della preghiera del Santo Padre. L’iniziativa fu ad opera dell’Unione cattolica stampa italiana, della sezione Emilia Romagna.

Ogni anno, sempre il 18 aprile, i giornalisti partecipano alla celebrazione della Santa Messa nella cappella della stazione e, poi, si recano al binario della strage, per la benedizione della lapide esterna e di quella interna.

Il 18 aprile, giorno della preghiera. Anche quest’anno a distanza

Come lo scorso 2020, sarà un momento di preghiera a distanza: “La pandemia ha impedito la manifestazione in presenza del 2020 e impedirà anche quella di quest’anno. Anche la cappella della Stazione è chiusa da marzo dello scorso anno” – ha dichiarato Roberto Zalambani, revisore nazionale dell’Ucsi.

Si spera che, il 18 aprile del 2022 si possa ritornare in stazione e nella cappella per questo particolare momento di preghiera, in comunione anche con tutti i parenti delle vittime e con tutti i fedeli che vorranno parteciparvi.

La preghiera di San Giovanni Paolo II

Ecco la preghiera che il Santo Padre recitò il giorno della visita a Bologna alla stazione, in ricordo di tutte le vittime di quell’orribile strage:

O Dio Padre di infinita misericordia, che ci hai donato il tuo Figlio, morto e risorto per la salvezza del mondo, ascolta la nostra supplice implorazione.

Noi siamo qui raccolti, nel luogo in cui il 2 agosto del 1980 le vite di tanti nostri fratelli e sorelle furono proditoriamente e vilmente stroncate nel sangue della violenza.

Il ricordo e il peso di quella orrenda strage sono tuttora profondamente incisi nella nostra coscienza di cittadini e di cristiani.

Dona tu, nell’eterno amore, la pace e la gioia senza fine alle vittime innocenti, il cui sangue, come quello di Abele, grida a te, da questo suolo.

Asciuga tu le lacrime umanamente inconsolabili dei loro congiunti, che attendono e chiedono verità e giustizia, e dà ad essi la grazia di saper perdonare con la forza del Cristo Crocifisso.

Penetra tu nel cuore di coloro che, macchiandosi di un sì disumano delitto, hanno profanato e colpito l’Uomo, creato a tua immagine e somiglianza.

Apri i loro occhi accecati e distorti dall’odio, perché comprendano che la società nuova e migliore non si può costruire sull’odio e sul disprezzo, e tanto meno, sullo sterminio dei fratelli.

Conforta quanti, ogni giorno, compiono nel silenzio e nel nascondimento il loro dovere, portando così il loro prezioso e meritorio contributo per il progresso spirituale e civile dell’umanità.

Volgi il tuo sguardo benigno a questa città, che in questi anni ha dovuto pagare un alto tributo di sangue e di dolore. Sappia essa ritrovare nelle sue feconde radici cristiane la forza per continuare con nuovo slancio il suo cammino sulle vie della pace, della solidarietà, della concordia.

Affidiamo questa nostra preghiera alla potente intercessione della beata Vergine Maria, Madre di Cristo e Madre nostra.

Amen”.

LEGGI ANCHE: Strage Bologna, quarant’anni dopo. Zuppi: il bene comune è l’antidoto

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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