Un giovane astro nascente dello sport ha ringraziato e reso gloria a Dio dopo un trionfo da protagonista: la prima vittoria nel campionato nazionale per la sua squadra.

Nell’omelia pronunciata in occasione del Giubileo dello sport papa Leone XIV ha evocato San Pier Giorgio Frassati, patrono degli sportivi, per ricordare agli atleti che «nessuno nasce campione, così nessuno nasce santo. È l’allenamento quotidiano dell’amore che ci avvicina alla vittoria definitiva». Lo sport, nei suoi elementi formativi, può rivelarsi un «utilissimo strumento per l’elevazione spirituale della persona umana», proseguiva il pontefice.
La Chiesa affida agli sportivi una missione grande: essere nelle proprie attività «riflesso dell’amore di Dio Trinità», orientando i propri slanci fino alla vittoria maggiore: quella dell’eternità, il «campo infinito» dove «il gioco non avrà più fine e la gioia sarà piena». Un percorso che Fernando Mendoza, giovane stella del football americano, ha abbracciato con entusiasmo.
Giovane stella del football americano ringrazia Dio dopo la vittoria in NCAA
Il giovane quarterback di origini cubane ha trascinato alla vittoria nella NCAA – il massimo torneo di football universitario – i suoi Indiana Hoosiers, al loro primo titolo nazionale. Il 22enne astro nascente dello sport di squadra più popolare negli Stati Uniti non nasconde la sua fede cattolica. Ne parla spesso e va a Messa anche nelle giornate in cui è impegnato in campo.
Nato a Boston nel 2003 ma cresciuto a Miami, Fernando è stato scartato dal team della Florida. In finale NCAA si è preso una rivincita proprio su Miami portando alla vittoria quella che era considerata la Cenerentola del football college. Mendoza ha messo la sua firma sul trionfo di Indiana con uno spettacolare touchdown: un volo “stile elicottero” che ha regalato punti decisivi in momento clou del match.

Vittoria da trascinatore nel 27-21 degli Hoosiers su Miami per lui che già in un’intervista prima della sfida aveva ringraziato Dio. «Questa stagione è la stagione in cui mi sono sentito più vicino, la più religiosa che abbia mai avuto. E penso che questo si rifletta anche nel successo, non solo nel successo, ma anche nella possibilità di lodare Dio e Gesù Cristo».
Un concetto ribadito nell’intervista post-partita, dopo la vittoria. «Voglio dare tutta la gloria e i ringraziamenti a Dio», ha dichiarato Mendoza. In altre occasioni Fernando ha ribadito quanto la fede cattolica sia una parte fondamentale di sé e della propria identità. Il giovane asso del football ha anche detto: «Nessuno è perfetto. L’unica persona che penso sia perfetta è il mio Signore e Salvatore, Gesù Cristo. Ho molti difetti!».
Durante il match il promettente quarterback non si è risparmiato. Non solo con la giocata decisiva. Ha anche sopportato i colpi della difesa di Miami, che gli ha spaccato un labbro e fatto sanguinare un braccio. Il giocatore ha anche ricordato con affetto i sacerdoti della Indiana University, spiegando che «hanno fatto tanto per me: sia per la Confessione, sia solo per poter parlare, sia per la Messa ogni domenica».
Un campione che recita il Rosario e va a Messa
«Sono cattolico, sono un uomo cattolico», ha detto una volta l’atleta che alla vigilia di Natale ha voluto condividere il trofeo Heisman – massimo riconoscimento individuale nel football universitario – con i sacerdoti della sua parrocchia universitaria.
«Gran parte di ciò che ho ottenuto in questa stagione della mia vita lo devo al Signore. Sono profondamente grato a Dio», ha sottolineato il primo Heisman di Indiana, primo Mvp collegiale, che dovrebbe essere la prima scelta del Draft Nfl da parte dei Las Vegas Raiders. «La spiritualità di Mendoza è intrecciata in tutto ciò che fa. Recita il Rosario ogni venerdì, ascolta la Messa online prima delle partite e evita la musica «hype» per rimanere con i piedi per terra», si legge nella biografia del giovane campione su Heisman.com.
Fernando ha anche condiviso un momento molto toccante con sua madre in carrozzina, malata di sclerosi multipla, sua fonte di ispirazione. A fine partita è corso ad abbracciarla abbassandosi verso la sedia a rotelle per baciarla e sussurrarle qualcosa.







