L’intervento che salvò la vita delle bimbe ebree dai loro aguzzini

Nel giorno della Memoria, mercoledì 27 gennaio, ricordiamo l’opera dei tanti che hanno teso la mano ai perseguitati in un momento che è stato tra le pagine più buie della storia dell’umanità.  

Venti bambine ebree durante la persecuzione
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Nel 1941, venti bimbe che fuggivano dai loro aguzzini, furono salvate grazie al parroco della chiesa romana di Santa Maria a Roma. 

A questo proposito il ricordo di don Francesco Pesce, successore di don Guido Ciuffa, diffuso dal quotidiano dei vescovi Avvenire è profondamente toccante. Nell’inverno del ’43 Roma stava infatti vivendo il dramma della Seconda guerra mondiale, e all’occupazione dei nazisti fece inevitabilmente seguito la deportazione di migliaia di ebrei nei campi di sterminio.

La Chiesa nel centro di Roma che diede riparo a molte bimbe ebree

Nella chiesa oggi in mano a don Francesco, nel cuore di Roma, poco lontano dal Colosseo nello storico rione Monti, Avvenire ricorda come una ventina di bambine ebree del quartiere vennero nascoste e salvate dai rastrellamenti. Il luogo in cui si nascosero fu la soffitta, a cui si accede da una vecchia scala a chiocciola posizionata dietro l’altare, che si innalza per circa venti metri.

Quando i nazisti passarono le case al setaccio, le bimbe vennero nascoste in questo antro oscuro. Una buona parte di queste era ospitata dalle suore del Sacro Cuore nella Casa delle Neofite adiacente alla parrocchia. Fu don Guido Ciuffa che le mise in salvo. Di quelle ragazze, una è ancora in vita.

Tragici momenti difficili da dimenticare per chi li ha vissuti

Quei tragici momenti non se li dimenticò mai. La paura che pervase il loro stato d’animo negli istanti in cui si sentivano chiamare, in lontananza, è qualcosa di certamente difficile da dimenticare. Quasi duemila persone finirono in mano ai nazisti, per morire nei campi di concentramento.

Diecimila sono stati i sopravvissuti, grazie alla complicità di conventi, parrocchie, ospedali, case privati. Molti di questi trovarono rifugio nei territori della Città del Vaticano, o nelle istituzioni della Santa sede. Oggi molte di queste persone che hanno prestato aiuto agli ebrei sono riconosciuti come “Giusti tra le nazioni” dal Memoriale ufficiale di Israele, lo Yad Vashem.

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Molti cattolici riconosciuti “Giusti tra le nazioni” da Israele

La lista delle istituzioni cattoliche che tesero loro la mano, nei quartieri romani e in tutta Italia, ormai è nota, e ben lunga. Nella parrocchia guidata allora da don Giudo, e oggi da don Francesco, c’è una lapide commemorativa che è stata posta in sagrestia nel 2007.

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Don Francesco Pesce – photo web source

“Il parroco della Madonna dei Monti, le Figlie della Carità e le Figlie del Sacro Cuore accolsero i figli di Israele perseguitati ed oppressi. All’ombra di queste mura trovarono rifugio ed ebbero salva la vita”, recita il testo dell’iscrizione.

Giovanni Bernardi

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