Gianluca Vialli: “Non morirò prima di aver portato all’altare le mie figlie”

Qual è il più grande desiderio di Gianluca Vialli?

Dopo aver scoperto il suo male Gianluca Vialli ha un solo sogno: portare le figlie all’altare

Gianluca Vialli, tumore
(Getty Images)

La lotta di Gianluca Vialli al tumore

Nel corso della sua carriera Gianluca Vialli ha portato a termine numerose battaglie, alcune trionfali (come lo scudetto con la Sampdoria e la Champions con la Juventus) ed altre che lo hanno visto sconfitto (il mondiale del ’90 in Italia), ma tutte affrontate con lo stesso imperativo: non arrendersi mai. La caparbietà nell’ottenere un risultato è anche ciò che ha caratterizzato la sua vita personale e ciò che lo aiuta oggi a combattere la battaglia più complicata: quella contro il tumore al pancreas che lo ha colpito lo scorso anno.

Per il momento sembra che tutto sia andato per il meglio, il cancro è in recessione e Gianluca può guardare con un minimo di ottimismo al futuro. L’ex calciatore sa bene che non può dirsi ancora vincitore, ma affronta i controlli periodici ed il resto della sua vita con serenità, cercando di trovare spunti per migliorare. Un esempio è sicuramente la pubblicazione del suo libro autobiografico (Goal) in cui parla della malattia e del modo in cui l’ha affrontata, un progetto con il quale spera di essere di aiuto ad altre persone che stanno affrontando quello che ha affrontato lui.

Il desiderio più grande: sopravvivere fino al matrimonio delle figlie

Nell’ultima puntata di ‘Che tempo che fa’, Fabio Fazio ha voluto ospitare l’ex campione in studio (suo grande idolo essendo un tifoso della Samp), permettendogli di presentare il suo libro e di parlare della sua malattia. Parlando del male che lo ha colpito, Vialli dice: “Faccio fatica a dirlo ma credo che questa esperienza, di cui si farebbe volentieri a meno, mi abbia reso una persona migliore. Ti aiuta a vedere le cose in un’altra prospettiva, dai più valore alle cose, alla famiglia, devi prenderti cura di te stesso”.

Successivamente ha spiegato di essere stato colpito da un momento di disperazione iniziale, ma di aver reagito subito, imponendosi obbiettivi a lungo e a breve termine come quando era un calciatore: “L’ho affrontato come quando facevo il calciatore. Mi sono dato subito degli obiettivi a lunga scadenza: non morire prima dei miei genitori e portare le mie figlie all’altare. E poi degli obiettivi a breve scadenza: l’operazione, la degenza, la chemio, la radio, le vacanze in Sardegna con un fisico da far vedere”.

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Luca Scapatello

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