Ghana: La festa dei Santi Innocenti Martiri sarà dedicata alle vittime di sacrifici umani

Come sappiamo il 28 dicembre ricorre la festa dei Santi Innocenti Martiri, celebrazione dedicata a tutti quei cristiani che nel corso della storia sono stati vittime di martiri per la sola colpa di aver professato la propria fede ed averla difesa da chi voleva sottrargliela. Il prossimo 28 dicembre sarà festa anche in Ghana con una piccola differenziazione rispetto a quella degli altri paesi in cui viene celebrata: nella nazione africana, infatti, verranno celebrate non solo le vittime cristiane ma anche tutte quelle dei sacrifici tribali e rituali.

La decisione è stata presa dalla Conferenza episcopale al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sui crimini rituali e sui sacrifici umani che ogni anno vengono effettuati in Ghana. Il 28 dicembre non sarà l’unica occasione in cui la diocesi istituirà manifestazioni pubbliche di preghiera in favore delle vittime dei crimini rituali, ma saranno numerose le iniziative a tale scopo anche durante tutto il corso dell’anno. A parlare della difficile situazione è il cardinale e presidente della commissione di pace e giustizia della Conferenza episcopale, Monsignor Jean-Vincent Ondo Eyene, che in occasione della decisione ha dichiarato: “Cerchiamo di moltiplicare il nostro impegno all’approssimarsi di ogni scadenza elettorale”.

Il periodo elettorale, spiega Monsignor Ondo Eyene, è quello più complicato poiché molti dei candidati ritengono che la stregoneria sia l’unico modo per aumentare le proprie chance di successo ed i rituali prevedono l’utilizzo di organi umani. La Chiesa assieme all’Associazione contro i crimini rituali lottano senza sosta per limitare i sacrifici umani dal 2005, ma il loro impegno non è sufficiente a contrastare questa barbarie che causa una media di 100 vittime all’anno. A rendere complicato il tentativo di debellare questa pratica appartenente ad retaggio antico è l’impunità dei colpevoli: il livello di corruzione di polizia e governo è molto elevato e le minacce di morte subite dai parenti delle vittime sono un deterrente per le testimonianze in tribunale.