Gesù dice: Nel mio nome scaccerete i demoni. Ma tutti lo possiamo fare? Sentiamo Padre Amorth

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Gesù stesso ci dice: E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». (Marco 16,15-18)

Quando si tratta di questo argomento c’è molta confusione e anche molti luoghi comuni che vanno sfatati, vi proponiamo due pareri fra i più autorevoli in materia di Esorcismo e Preghiere di Liberazione, Cioè quello di padre Amorth, e quello  di Mons Gemma Vescovo  noto esorcista conosciuto e stimato a livello internazionale. Certamente chi più di loro ne sa in fatto di demonio, perciò ascoltiamo bene le loro parole che ci chiariscono definitivamente quali sono le disposizioni della chiesa in merito al fatto che i laici possano  o  meno effettuare preghiere di liberazione su persone disturbate dall’azione del demonio.

CITTA’ DEL VATICANO – I laici possono recitare preghiere di liberazione e veri e propri esorcismi nei confronti di persone vessate, infestate, ossessionate o possedute da Satana e dagli Spiriti infernali? La domanda è d’obbligo in un’epoca in cui all’interno stesso della Chiesa si crede sempre meno nell’azione ‘perversa e pervertitrice’ (parole del servo di Dio Paolo VI) del Demonio, tanto che i Vescovi, per primi, negano l’esistenza del ‘padre della menzogna’ e difficilmente conferiscono il mandato di esorcista ai sacerdoti delle proprie Diocesi. Risultato: le vittime del Maligno sono costrette ad affrontare disperati viaggi della speranza alla ricerca di un prete autorizzato dal proprio Ordinario che li possa liberare. Quella del sacerdote esorcista resta la prima scelta, ma come spiega in esclusiva a ‘Petrus’  il Vescovo emerito di Isernia-Venafro, Monsignor Andrea Gemma, tra i più grandi e famosi esorcisti d’Europa, anche i laici possono, anzi devono, esorcizzare i fratelli perseguitati da Satana e dai suoi angeli decaduti. E’ totalmente priva di fondamento, dunque, l’interpretazione delle normative vigenti secondo cui solo ai sacerdoti, e per giunta esclusivamente a quelli delegati dal Vescovo, sarebbe concesso praticare esorcismi. Invece, se fatti con timore di Dio e in nome di Cristo, invocando l’intercessione della Madonna e dei Santi che in vita hanno maggiormente lottato con il Demonio, gli esorcismi e le preghiere di liberazione sono allo stesso modo efficaci pur se recitati da ‘semplici’ laici. “Noto intanto con soddisfazione – dice Monsignor Gemma – che l’argomento suscita fortunatamente nuovo interesse anche tra il popolo di Dio, nonostante la carenza della predicazione. Posso assicurare che questo fatto dà fastidio al Maligno, il quale amerebbe molto più rimanere e operare nell’ombra. Venendo alla domanda se i laici possano o meno esorcizzare, si deve rispondere certamente in maniera affermativa, tenendo presente quanto è scritto nel Vangelo. Quando Gesù invia i settantadue discepoli (cf Mt 10, 1 ss) – si noti, non solo gli Apostoli -, i discepoli al ritorno dicono al Maestro: ‘Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome’ (Mt 10, 17). Gesù, poi, prosegue con la celebre affermazione che costituisce una vivida luce sulla demonologia: ‘Vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore’ (ib 10, 18). Tutti i battezzati, dunque, sono ‘esorcisti’; io stesso ho ricevuto pubblicamente il ministero di esorcista quando ero un semplice laico. Naturalmente, la prudenza della Chiesa ha voluto disciplinare l’esercizio di questo ministero secondo l’attuale vigente normativa, ma ciò non toglie che anche i laici possano pregare su una persona per la sua liberazione dagli spiriti infernali”. Ma allora, quando la Chiesa sottolinea che solo il sacerdote autorizzato dal Vescovo può esorcizzare, cosa intende? Puntuale arriva il chiarimento di Monsignor Gemma: “Secondo la vigente normativa solo il presbitero delegato dal Vescovo può pubblicamente – sottolineo, pubblicamente – compiere gli esorcismi ed attuare gesti come l’imposizione della stola, delle mani, l’aspersione dell’acqua benedetta, l’unzione con gli olii sacri -, ma in privato – cioè nel chiuso di una stanza e non davanti alle folle – ogni battezzato, come detto, può, e deve, ordinare al Demonio di lasciare in pace un fratello disturbato”. Accennavamo, prima, ai viaggi della speranza che, in particolare in Europa, tanti fedeli devono effettuare alla ricerca di un esorcista, considerato che spesso nelle proprie Diocesi non ve ne sono. Negli ultimi anni, molti esorcisti, laici e religiosi, per andare incontro alle esigenze delle vittime del Maligno, hanno iniziato ad esorcizzare anche al telefono. Per Monsignor Gemma si tratta di un metodo validissimo. “La mia esperienza quotidiana – afferma, infatti, il prelato – mi dice che l’esorcismo fatto per via telefonica è immediatamente efficace, come risulta dalle reazioni dall’altra parte del filo. Del resto, per chi è spirito la distanza locale non conta; conta la forza della preghiera e l’esorcismo, come ripeto sempre, non è nient’altro che una preghiera fatta nel nome di Cristo e della Chiesa. Il demonio si può quindi combattere anche a distanza. Si pensi che il grande Pio XII esorcizzò Hitler direttamente dal Vaticano, anche se, purtroppo,  in quel caso, senza effetto”. Molti laici, tra cui la gran parte ‘carismatici’, si frenano nel portare avanti il ministero della liberazione con il timore di trasgredire ad una norma della Chiesa e di cadere in peccato. Un’altra leggenda che Monsignor Gemma tiene a sfatare. “Se tutto avviene in privato, le preghiere di liberazione e anche l’esorcismo imperativo – quello in latino di Leone XIII può essere un ottimo esempio – non costituisce alcun peccato. È, anzi, un atto di carità fraterna, di cui posso testimoniare personalmente l’efficacia”. Un atto di carità che non necessita assolutamente dell’approvazione o del mandato del Vescovo diocesano. “Come ho già detto – sottolinea Monsignor Gemma -, non c’è bisogno di alcuna autorizzazione: tutto proviene dalla forza del Battesimo ricevuto e, quindi, dall’ontologica appartenenza al Corpo mistico di Cristo”. Eppure, nei confronti dei laici impegnati nel ministero della liberazione, c’è scetticismo da parte di alcuni esorcisti di provincia che, forse gelosi di una prerogativa che pensano sia soltanto loro, invitano i posseduti dagli spiriti infernali a non fidarsi di chi non è un sacerdote. “Questi esorcisti sbagliano a comportarsi così. Si può dire che, in parte, quest’atmosfera è ingiustamente derivata dalla prudenza che la Chiesa ha sempre dimostrato in una materia tanto delicata. Nella vita dei Santi, tuttavia, queste precauzioni e questo timore – penso ad esempio a Santa Gemma Galgani – non hanno avuto ragione di essere. Questi Santi, a cui il Maligno appariva talvolta addirittura in forme umane o angeliche, ordinavano a Satana di abbandonare la sua morsa, e siccome lo facevano in nome di Cristo, lui era costretto a obbedire e ad andarsene. Sono convinto che proprio l’ignoranza della vita dei Santi costituisce la ragione di tanto diffusa diffidenza e di tanto eccessiva precauzione verso i laici”.