Furto di pissidi nella Diocesi di Ancona-Osimo

Ostie rubate nella Diocesi Ancona-Osimo
Pisside

La Diocesi di Ancona-Osimo ha inaugurato malamente la Settimana Santa, con lo strascico nel cuore della tragica notizia di qualche giorno fa: “Con profondo dolore, vi do notizia che, nella serata del 22 marzo 2018, nella chiesa parrocchiale di San Francesco alle Scale, mani ignote e sacrileghe hanno forzato il tabernacolo e derubato due pissidi con la SS. Eucaristia. È un terribile gesto che offende gravemente Dio e lacera in profondità il cuore della nostra Chiesa locale, perché non c’è nulla di più prezioso, nella Chiesa di Dio, della Santa Eucarestia”.

Ad annunciarlo è stato l’Arcivescovo di Ancona-Osimo, Monsignor Angelo Spina, che, come tutti i fedeli (e noi con loro), si diceva davvero incredulo di fronte a quell’atto sacrilego, “atto inaudito, compiuto volutamente, per sottrarre le Sacre Specie e utilizzarle per chissà quali fini sacrileghi”.
Le indagini sono partite repentinamente, con la speranza, alquanto vana, di ritrovare le ostie rubate, ma è anche stato menzionato un provvedimento ecclesiale per i ladri, oltre a quello penale.
Ha detto, infatti, l’Arcivescovo Spina: “Chi ha compiuto questo gesto è incorso nella scomunica, la cui assoluzione è riservata solo alla Santa Sede, data la gravità dell’atto (scomunica latae sententiae)”.

Ora, nella Diocesi di Ancona-Osimo, proprio in concomitanza con l’inizio delle celebrazioni della Settimana Santa, si intensificano le preghiere: “I nostri cuori si uniscono nella preghiera di riparazione e di adorazione, nella richiesta di conversione per chi ha oltraggiato il Signore Gesù, presente nella SS. Eucaristia”.

E l’Arcivescovo ha chiesto a tutti i sacerdoti di celebrare, nei prossimi giorni, una Santa Messa con quella intenzione particolare.
Lo stesso Arcivescovo, il 23 Marzo, il giorno dopo il furto, ha celebrato, nella chiesa di San Francesco alle Scale, e si è, poi, fermato insieme ai fedeli, davanti alla SS. Eucaristia, per chiedere aiuto al Signore e misericordia per l’accaduto, perché questi terribili gesti non accadano mai più e i colpevoli si ravvedano.

Antonella Sanicanti