Francia mette al bando Santa Bernadette, veggente di Lourdes: motivazione sconcertante

Niente da fare per Santa Bernadette. È da non credere: gli studenti delle scuole in Francia non potranno vedere lo spettacolo ispirato alla sua vita. 

La motivazione lascia senza parole. Sono già partite le polemiche per un rifiuto che appare a dir poco pretestuoso.

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In Francia, si sa, ci vuole poco a peccare di “lesa laicità”. È dai tempi della Rivoluzione che quella che un tempo si meritò il titolo di figlia primogenita e prediletta della Chiesa ha nettamente sottratto le sorti del suo Stato da ogni influenza religiosa.

La laicità alla francese – fondata sulla radicale separazione tra Stato e Chiesa – sembra essere ben lontana dalla “sana laicità” cara a papa Benedetto XVI. La laicité repubblicana tollera sì la religione, ma a patto che questa sia assunta in modica quantità e per uso personale. Mostrarla sulla scena pubblica rischia di far passare per settari e fondamentalisti.

Al punto che diversi anni fa il sociologo delle religioni Massimo Introvigne arrivò a parlare di un «proibizionismo repubblicano». Frutto della trasformazione della laicità in laicismo. Una sorta di religione secolare che non risparmia nessuno: i musulmani ma anche i cattolici.

E proprio i cattolici sono gli ultimi ad aver sperimentato i rigori della laicité. Indubbiamente un paradosso visto che a dirla tutta la laicità – quella vera, capace di distinguere tra Stato e Chiesa, tra politica e religione, senza far sorgere antagonismi distruttivi – nasce proprio con la massima evangelica che invita a dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

Il laicismo colpisce duro: il “gran rifiuto” del musical su Bernadette

Detto questo, l’ultima vittima della “mannaia” laicista è uno spettacolo, o meglio un musical, ispirato alla vita di Santa Bernadette Soubirous: Bernadette de Lourdes, che ha debuttato nel 2019 in Francia riscuotendo un travolgente successo (200 mila spettatori in quattro anni) in attesa di sbarcare anche da noi.

Una scena del musical su Santa Bernadette (Foto nrpyrenees.fr) – lalucedimaria.it

Si tratta di un’opera che racconta attraverso gli occhi della giovanissima veggente (14 anni al tempo delle apparizioni) i fatti di cui è stata protagonista, senza particolari “infiocchettamenti”. Protagonista del musical è la cantante Eyma, uscita dal talent The voice kids.

Ma evidentemente il musical ha ecceduto la “modica quantità” di religione tollerabile dalla République, visto che lo scorso 13 ottobre la commissione del Pass Cultura – qualcosa di molto simile al nostro bonus cultura – si è rifiutata di inserire lo spettacolo nell’offerta rivolta ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Il Pass Cultura prevede anche un’offerta collettiva grazie alla quale le istituzioni educative, attraverso gli insegnanti, possono iscrivere gli studenti ad attività culturali di gruppo. Bene, non potranno farlo per il musical su Bernadette.

Niente musical per gli studenti: un rifiuto senza argomentazioni

Con quale motivazione? Quella che potete facilmente immaginare: il musical non rispetterebbe la carta della laicità, entrata in vigore dieci anni fa sotto il ministro Pellon che ha voluto affiggerla solennemente in tutte le scuole pubbliche dell’Esagono.

Roberto Ciurleo, il co-produttore dell’opera che non piace alla commissione del Pass Cultura francese (Foto Aleteia.fr) – lalucedimaria.it

Ne hanno dato notizia Aleteia Francia e, da noi, il Timone online con la bravissima Paola Belletti. A quanto pare il rifiuto del musical non è stato argomentato. Semplicemente la commissione ha ritenuto che l’opera non rispettasse i tre “pilastri” del Pass Cultura, ovvero «l’acquisizione della conoscenza, la pratica artistica e scientifica e l’incontro con opere, artisti e altri professionisti».

Cosa voglia dire non si sa bene. E a nulla sono valse finora le proteste del co-produttore Roberto Ciurleo che ha ricordato come la sceneggiatura del musical – basata sui verbali dell’epoca – rispecchi molto più il punto di vista dello Stato che non quello della Chiesa. Senza contare il fatto che – come mostra il successo dell’opera – il musical su Bernadette ha dimostrato di saper parlare a tutti. Molti giovani, anche non credenti, si sono rivisti infatti nella pesante messa al bando subita all’epoca da Bernadette (i ragazzi sono molto sensibili ai temi dell’emarginazione sociale al giorno d’oggi).

Quando la laicità diventa intollerante

Ma niente da fare. La produzione intanto ha fatto ricorso. Il fondato sospetto è che il rifiuto nasca dalla semplice lettura del titolo del musical, non da un esame dei suoi contenuti. Anche perché diversi altri luoghi di culto, di tutte le religioni, rientrano nell’offerta del Pass Cultura.

Difficile spiegare se non con un pregiudizio anticattolico il rifiuto non argomentato di ammettere il musical tra gli spettacoli da vedere col Pass Cultura. Di cosa hanno paura i membri della commissione? Forse temono che la vita di Bernadette “corrompa” la gioventù di Francia distogliendola dal laicismo, razionalismo, scetticismo statali? Chissà.

Anche in questo caso peraltro non ci sarebbe nulla di nuovo sotto il sole, visto che a suo tempo le autorità laiche non fecero alcuno sconto – anzi – alla piccola Bernadette. Che dire? Una pessima tradizione, quella del laicismo alla francese, che impoverisce per prima cosa lo spazio pubblico.

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