Folle richiesta da parte di un gruppo di atei: via le croci dalla montagna

L’assurda richiesta da parte del gruppo ateo, non fa altro che confermare la cristianofobia dilagante oggi in Occidente, dimostrando tuttavia una verità di fede che mai si potrà cancellare e che è molto più grande di ogni odio e persecuzione.

Dietro finte giustificazioni, infatti, si cela un’avversione immotivata che tuttavia non ha alcuna speranza contro l’amore di Dio che si è fatto Uomo per noi.

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In Tennessee, negli Stati Uniti, il gruppo ateo Freedom From Religion Foundation (FFRF) ha chiesto di rimuovere le croci sul terreno di proprietà del governo vicino a Lynn Mountain. Si tratta di croci che sono esposte in quel luogo da 72 anni.

L’inaccettabile richiesta mostra l’odio verso i cristiani

Una rappresentante del gruppo ha affermato che la loro preoccupazione sarebbe nell’uso dei fondi per mantenimento delle croci. Lamentandosi cioè del fatto che non vogliono che i fondi dei contribuenti vengano utilizzati per le croci, tirando in ballo uno clausola del primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti in cui si vieta al governo di emanare leggi “nel rispetto di un’istituzione religiosa”.

È però evidente che quello dei costi della corrente elettrica sia solo una finta maschera rispetto al vero cuore del problema, la cristianofobia sempre più dilagante che sta per colpire giorno dopo giorno ogni ambito della vita in Occidente, distruggendone cultura, storia e senso della stessa esistenza. Tutti si dimenticano di guardare la bellezza che una vetta assume adornata dalla croce, della spiritualità che ne emana anche solamente alla vista, visibile da chiunque.

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Nessuno si premura di citare lo sguardo d’amore di Cristo che è salito sulla Croce per l’intera umanità donando la Redenzione dell’amore infinito e misericordioso di Dio. Come se questo amore senza pari e senza limiti possa fare del male a qualcuno. Tuttavia la stessa rappresentante dell’associazione atea e anti-cristiana ha ammesso che sarà difficile raggiungere l’obiettivo della rimozione delle croci, che difficilmente potrebbe essere essere dimostrato incostituzionale.

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Ci sono infatti molti aspetti da considerare che evidentemente il gruppo anti-cristiano si è dimenticato di guardare. Per altri importanti giuristi infatti la presenza di simboli religiosi su proprietà pubblica rientra pienamente nella costituzionalità americana, come già affermato in altre occasioni dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Per altri, ne è parte integrante e fondante. Già nel 2019 ci fuy una sentenza analoga su una costruita sulla proprietà pubblica di Bladensburg, nel Maryland, per onorare i veterani della prima guerra mondiale.

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Vinse la ragione dell’amore e della fede. Insomma, si potrà dare battaglia in ogni modo alle croci negli spazi pubblici, nei tribunali e nelle aule, persino nelle montagne, ma si tratta solo di una parte della persecuzioni che i cristiani sono chiamati a sopportare fin dalla morte di Cristo, e che mostrano ancora una volta come il Signore sia “scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani” (1 Corinzi 1, 22-23). Ma il suo amore trionferà sempre.

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