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Flavia Rizza vittima di bullismo: testimonial della Polizia Postale

Flavia Rizza era vittima di bullismo, oggi è testimonial della Polizia Postale che aiuta coloro che denunciano persecuzioni e atti di bullismo sui Social.

Al termine di un documentario che raccontava la storia di un ragazzo che si era suicidato perché vittima di cyberbullismo, Flavia scrisse al regista Luca Pagliari, di conoscere fin troppo bene quell’argomento: “Alla fine sono stata scelta come testimonial della Polizia Postale, perché la mia era una storia a lieto fine e positiva e che avrebbe potuto dare coraggio ad altri”.

Flavia aveva frequentato le scuole elementari e medie ad Ostia: “Tutto è cominciato alle scuole elementari. Mi prendevano in giro perché ero un po’ cicciottella e andavo bene a scuola”.
Probabilmente ciò che l’ha resa anche forte è stato il fatto di averne parlato subito ai suoi genitori: “Raccontavo che mi malmenavano, che mi prendevano in giro, che non mi lasciavano in pace e loro mi sono sempre stati accanto!”.

Vittima di bullismo, gli insegnanti tacevano

Gli insegnanti, invece, non hanno fatto granché: “Con il senno di poi dico che avrebbero potuto fare di più, avrebbero potuto riprenderlo di fronte a tutti, avrebbero potuto far comprendere che sbagliava. Credo sia necessaria una presa di posizione”.
Nel corso degli anni, la situazione di Flavia è anche peggiorata, perché il bullo che la vessava se l’è ritrovato anche alle medie, attorniato da altri malintenzionati: “Ha cominciato a fare comunella contro di me con alcuni compagni, che erano stati bocciati più volte. In classe avevamo ragazzini anche di 15 anni, mentre noi, in prima media ne avevamo 11. E’ stato terribile!”.

Ed allora la situazione è diventata davvero pesante. Quei bulli la spintonavano, anche se la incontravano in strada, dove poteva rischiare di essere investita dalle auto; lei, intanto, aveva cominciato a cedere, a non sorridere come prima, a vivere nel terrore.
Poi, qualcuno ha postato su Facebook delle foto di lei che veniva maltrattata e la cosa è andata avanti fino al termine delle scuole.
Ora Flavia consiglia a tutti gli altri ragazzi, che potrebbero trovarsi in questa situazione, di parlare con qualche adulto di cui si possono fidare e “ai genitori vorrei dire di imparare ad ascoltare i segnali. A osservare i propri figli, a non sottovalutare gli atteggiamenti, i cambi di umore ingiustificati”.

Antonella Sanicanti

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