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Finalmente Il cimitero dei bimbi non nati

Che La vita inizia dal suo concepimento  questo è un dato anche scientifico, oltre che religioso.

Colui o colei che cresce nel grembo materno, pertanto, è un figlio o una figlia a tutti gli effetti e questo una mamma lo sa, lo sente. Sente i suoi battiti sente questa creaturina crescere nel proprio seno, percepisce che qualcosa di meraviglioso sta avvenendo, il miracolo della vita che si sviluppa.

Ecco perchè quando una  vita viene negata, non sempre per colpa di una decisione affrettata o sbagliata.
Ci sono infatti i casi di aborti spontanei, che sono eventi tragici ma casuali e quindi non voluti. Ci sembra un grande atto di civiltà e di rispetto poter permettere ai genitori di ricordare quell’angioletto nato dal frutto del loro amore donandogli una degna sepoltura. Non ci sembra giusto e umano che i resti dei piccoli che per i genitori sono sangue del proprio sangue e carne della propria carne debbano essere gettati tra i rifiuti ospedalieri come qualsiasi altro materiale di scarto.

 

Apprendiamo con piacere tramite un comunicato  dall’ufficio stampa della Comunità Papa Giovanni XXIII che nelle Marche si è registrata un’importante vittoria in merito.

«Una grande soddisfazione – recita un comunicato diffuso ieri – per l’affermato diritto dei genitori di essere informati riguardo alla possibilità di seppellire i resti mortali del loro figlio morto prima di nascere. Lo esprimono Comunità Papa Giovanni XXIII, FederVita Marche e Pastorale della Salute delle Marche. Proprio ieri [10 novembre n.d.r.] infatti è stata approvata all’unanimità la modifica al regolamento di polizia mortuaria da parte del Consiglio della Regione Marche. Una proposta presentata dal consigliere Marconi su proposta delle due associazioni».

L’idea è «nata dal sollecito di una mamma che in seguito all’interruzione spontanea della propria gravidanza alla 20esima settimana di gestazione si era vista negare la richiesta di effettuare il seppellimento. Alla fine vi era riuscita ma solo facendo valere la propria professione di avvocato». Davvero inaccettabile per chiunque non abbia perso un briciolo di umanità: i bambini non nati non sono oggetti o rifiuti! Ma cosa aspettarsi da una società in cui diventa sempre più normale trattare i figli come merce da comprare e vendere attraverso la pratica dell’utero in affitto?Perché stupirsi se, con la fecondazione artificiale, si possono scartare gli embrioni “difettosi” e malati? 

Il nuovo provvedimento approvato dalla Regione Marche «offre anche la libera possibilità di scrivere sulla lapide i nomi dei genitori e quello che avrebbero voluto dare al figlio/a, cosa oggi spesso negata» conclude il comunicato stampa.

«Finalmente un’importante istituzione come la Regione Marche riconosce che anche quello prenatale è un lutto – hanno dichiarato Comunità Papa Giovanni XXIII e FederVita Marche – e come tale va data la possibilità di poterlo esprimere con quei gesti di pietà che vedono coesi ambiti civili e religiosi».

Se unanimemente si riconosce il bel gesto delle istituzioni, perché ammettere ancora l’aborto?

Redazione

Fonte: notizieprovita.it

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