Festeggia 100 anni una delle più grandi figure della Chiesa del Novecento

Quest’anno ricorre il Centenario della nascita di una grande figura che ha segnato il cattolicesimo del Novecento. Tante le iniziative in suo onore per riscoprire e diffondere il suo pensiero teologico e umano. 

Un’opportunità, quella del suo anniversario, di fare conoscere quella grande novità di fede che ha segnato la vita di tanti nella Chiesa e anche nella società più in generale.

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In questi giorni il il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla presiederà una Messa nella chiesa Collegiata di Santa Maria Nascente di Arona proprio per ricordare questa grande figura, insieme ai gruppi di Comunione e Liberazione, movimento di cui è stato il fondatore.

Si tratta del Servo di Dio don Luigi Giussani, una figura che ha segnato in maniera profonda la Chiesa dello scorso secolo. 

Il suo centenario

In tante altre parrocchie e diocesi d’Italia si continua infatti a ricordare la figura e il carisma del fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, con celebrazioni, incontri, preghiere e anche molte altre iniziative. Sono infatti stati istituiti diversi premi dal movimento stesso, come ad esempio una Call for papers accademica per invitare studiosi di tutto il mondo a scrivere un saggio sul pensiero di Giussani, oppure un Premio internazionale di laurea magistrale e un Premio di laurea dottorale per tesi su don Giussani, i cui bandi sono visualizzabili sul sito https://it.clonline.org/.

Tanti non conoscono infatti ancora questa figura particolarmente importante per la cristianità del novecento. Monsignor Luigi Giussani fu uno dei principali esponenti del cattolicesimo italiano contemporaneo e fondatore del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione, nato a Desio, in provincia di Milano, il 15 ottobre del 1922 e venuto a mancare il 22 febbraio 2005.

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Da insegnante di religione al liceo Giovanni Berchet di Milano, don Giussani scrisse il testo “‘Il senso religioso”, che indicò la strada ad un gruppo di giovani studenti chiamato “Gioventù studentesca”, primo embrione di CL nato per diffondere il Vangelo tra i giovani studenti. Il nuovo movimento di Comunione e Liberazione prende vita tra la fine del 1968 e l’inizio del 1969 a a partire dall’Università Cattolica di Milano.

La predicazioni e i temi affrontati da Giussani

Per i “ciellini”, il cristianesimo è un avvenimento capace di permeare di sé ogni attimo della condizione umana, e dal loro carisma nasceranno molte realtà centrate sull’evangelizzazione della società, come il Movimento popolare e il Meeting di Rimini, oppure “Associazione di fedeli Memores Domini, uomini e donne consacrati che vivono da missionari nel mondo del lavoro. Oggi la Fraternità di Comunione e Liberazione è presente in circa 75 nazioni nei cinque continenti.

“La mia vicenda è la vicenda di tanti che, volendo bene ai giovani, riescono, per grazia di Dio – in questo senso si può chiamare “carisma” – a comunicare loro certezze e affettività di cui altrimenti sembrerebbero incapaci“, è una delle affermazioni di Giussani che caratterizzano in modo particolare la sua figura. I temi che accompagnarono la sua predicazione furono però molti: la ragionevolezza della fede, la realtà della Rivelazione, la pedagogia di Cristo, la natura della Chiesa in quanto continuazione della presenza di Cristo nella storia.

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L’ultimo suo messaggio al Movimento risale al 16 ottobre 2004, in occasione del pellegrinaggio a Loreto per i cinquant’anni di CL. “Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza! Questa è la frase più importante per tutta la storia della Chiesa; in essa si esaurisce tutto il cristianesimo”, furono le parole iniziali di quel messaggio. “Don Giussani è divenuto realmente padre di molti, ha guadagnato i cuori, ha aiutato a migliorare il mondo, ad aprire le porte del mondo per il cielo”, sono le parole con cui lo ricordò invece Joseph Ratzinger, celebrandone i funerali nel 2005.

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