Festa del Gay Pride tra i bambini: Disneyland apre le porte alla comunità LGBT

Ma la nostra libertà è veramente nostra?

Gay Pride sia, nessuno è qui a negare il diritto di ognuno a manifestare. Peccato che ultimamente questo diritto si stia sempre più strumentalizzando e trasformando in dovere.
Dov’è finita la libertà?  Quella di crescere un figlio senza ingerenze esterne, quella di poter stare tranquilli in un parco giochi, quella di poterla almeno pensare diversamente dalle lobby.

Irrompono con la loro sessualità colorata  ed indiscreta nel luogo meno adatto: Disneyland, il parco divertimenti per i bambini.
Sono i militanti del Gay Pride che oggi, a Parigi, potranno celebrare il loro “orgoglio omosessuale” dinanzi ai minori, in modi e forme ancora non noti ma immaginabili. Sembra inverosimile ma accadrà davvero. Il mese mondiale del Pride apre ufficialmente e, ques’anno, sarà  un’istituzione dell’intrattenimento a legittimarlo oltre ogni immaginazione.

La strategia è sempre quella: spostare sempre un po’ in avanti l’asticella e guai a fermarla. Nessuno spazio può essere precluso. E questa volta lo spazio è enorme. Sarà Disneyland Paris ad aprire la porte alla comunità Lgbt per ospitare il primo Gay Pride della sua storia.

L’evento prende il nome implicitamente affabulatorio e farseco di “Magical Pride” e si svolgerà oggi 1 giugno nel resort situato alle porte di Parigi: “Celebrare la diversità nel posto in cui i sogni diventano realtà”: è questo il claim scelto  proprio dalla dalla Disney per pubblicizzare l’evento. Disney si è adeguata al lessico svenevole tipico delle autocelebrazioni e ha invitato il pubblico a “vestirsi come in un sogno e sentirsi favolosi“. Cosa vuol dire? Nulla se non coprire con parole il vuoto dell’ennesima mercificazione del nulla, il compiacersi della conquista di uno spazio per il solito piacere di farlo, con quell’apparente coridalità che nasconde un senso di rivendicazione mai paga, un puntiglio dispettoso, incattivito, che increspa la svenevole seta con cui queste farse sono agghindate. E i bambini? Terra di conquista anche loro. Sopratutto loro, viene da dire. Perchè lo scopo di questa iniziativa è, o vorrebbe essere, pedagogico e, neanche adirlo, verso la sessualità. La loro. Perchè irrompere con un tema così delicato all’interno di un parco giochi è una domanda che nessuno si è posto, sembra. Loro lo faranno con colori suoni, ammonimenti e fiabe utili al loro insegnamento.

Non è difficile immaginare la gentilezza falsa e avvolgente del polticamente corretto, che elude le domande sul perchè di questa iniziativa, con il lessico preso in prestito dal rispetto e dall’amore. Ma che è tutt’altro. Perchè la comunità Lgbt sia voluta entrare in maniera così decisa e, allo stesso tempo, così nascosta nel mondo dell’infanzia è una domanda che tuttavia merita una risposta. Per l’occasione i Walt Disney Studios Park sono stati riservati dalle 20 alle 2 del mattino, orario in cui gli spazi saranno totalmente dedicati alla festa “dell’orgoglio arcobaleno“. E’ stata una conquista molto rapida quella della comunità Lgbt nei confronti della Disney. Già dal 2014 una versione non ufficiale del “Magical Pride” si svolgeva nel parco a tema, ma senza l’ufficialità.

Era solo questione di tempo. Dallo scorso anno negli store presenti all’interno del parco è possibile acquistare il “Mickey Mouse Rainbow Love“, un cappello con le orecchie di Topolino, ma dipinte con i colori dell’arcobaleno. Sì, certo, immaginiamo la parola “amore” come un caramella, usata e sfregiata per diventare la scorciatoia per ogni cosa, mentre Disney  si presta ad essere la via breve.

L’annuncio ha suscitato la riprovazione delle organizzazioni ProVita, anche in Italia. Il presidente di ProVita Onlus, Antonio Brandi, ha affermato di considerare “gravissima” la notizia  “se pensiamo quanto la Walt Disney Company tocchi da vicino i bambini e quale ‘potere’ abbia su di essi”. Sì, è vero. Ed è proprio per questo che la comunità Lgbt è lì. E non lo nascondono affatto. Voglio “celebrare la diversità nel luogo in cui i sogni diventano realtà!” per presentare l’omosessualità “con i toni incantati e sognanti di una fiaba Disney“. I bambini sono i sogni, è vero. E a Disneyland sta arrivando, travestita da sogno, una desolante realtà.

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