FARMACISTI A RISCHIO LICENZIAMENTO, PERCHÉ OBIETTORI DI COSCENZA

 

 

 

 

Modena. Con appuntamenti periodici, la città prepara, tramite l’“Associazioni comunità Giovanni XXIII”, in collaborazione con la diocesi e con altre organizzazioni, la “Fiaccolata per la vita nascente”. Quella di quest’anno è la quarta ed è un’iniziativa atta a denunciare che ai medici farmacisti non è permesso scegliere di essere obiettori di coscienza.

Per i farmacisti cristiani è una grave mancanza, un diritto negato, in quanto non possono opporsi alla vendita, ai clienti/pazienti, dei  farmacisti abortivi. Questa è per loro una grave discriminazione che ha costretto alcuni a lasciare il lavoro, a rischiare delle denunce o a comparire davanti ai giudici, replicando che il loro diritto costituzionale non può costringerli a essere complici di un’ azione -a loro e nostro parere- malvagia.

Alla fiaccolata era presente il Vescovo di Modena, Monsignor Erio Castellucci, e tanti testimoni; tra questi Fausto Roncaglia, il vicepresidente dell’UCFI (Unione Cattolica Farmacisti Italiani).

Modena chiede una legge che preveda il diritto all’obiezione di coscienza per i farmacisti. Ecco le parole di Roncaglia: “… il farmacista deve essere al servizio del malato, per la sua cura e deve difendere la vita sempre. Invece anche in Italia alcune leggi disumane vogliono obbligarci a vendere sostanze in grado di uccidere un embrione già nei primi mesi di vita.”.

Spirali, EllaOne, Norlevo, i cosiddetti contraccettivi di emergenza … vengono presi dopo il rapporto, per eliminare l’eventuale concepito che si fosse già formato.”. “Il farmacista al momento non ha la possibilità di obiezione di coscienza perché non c’è una legge specifica come per i medici, prevista dalla 194 o dalla legge sulla fecondazione artificiale.”. “… i prodotti da farmacia non sono rientrati all’interno della legge 194. E’ una grandissima menzogna dell’Oms che, per disporre a piacimento degli embrioni, ha stabilito che la gravidanza non inizia con il concepimento, ma con l’annidamento dell’embrione entro gli 8-10 giorni. In pratica si riconosce che c’è un embrione, dunque un essere umano, ma non c’è gravidanza. E’ una menzogna colossale. Così hanno preso la palla al balzo e hanno fatto leggi dove in quei 8 giorni l’embrione è considerato a disposizione di tutti. Perciò li chiamano contraccettivi, ma sono abortivi e lo sono oggettivamente. In più li chiamano farmaci, ma non curano nulla, anzi, non sono farmaci.”. “Quindi l’Oms ha pensato di cambiare la definizione di farmaco: non più un prodotto per curare, ma un prodotto che causa delle alterazioni fisiologiche.”.

Le parole di Roncaglia contro l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono molto forti e denunciano anche casi in cui colleghi farmacisti sono stati sottoposti a gogna mediatica, per aver ribadito il sacrosanto diritto costituzionale a non fare del male volontariamente. Molti vengono scartati ai colloqui di lavoro per la loro coscienza cristiana, ma -come fa giustamente notare Roncaglia- tutti i dottori sono tenuti a rispettare il codice deontologico che richiama al rispetto e alla cura della vita.

Al momento l’onorevole Gigli ha presentato dei progetto di legge in merito alla questione, ma ancora oggi stazionano in qualche recondito angolo tra le Camere e nessuno ne parla, mai.