Far ricrescere una gamba , è impossibile ? non a Dio

 

 

Ai miracoli viene contrapposta sovente la razionalità, l’uomo senza fede tende a non credere ai racconti perché non dimostrabili empiricamente ne ripetibili davanti ai propri occhi, a questa opposizione, solitamente, l’uomo di fede risponde che non è possibile spiegare un miracolo razionalmente, ma cosa accadrebbe se il miracolo, oltre alla testimonianza orale, avesse anche una testimonianza scritta ed un atto notarile a certificarla?

 

Non si tratta di un semplice sofismo ne di un artificio letterale, esiste realmente un miracolo occorso nel 1640, chiamato “Il miracolo dello Zoppo di Calanda”, che presenta una testimonianza scritta. Nella certificazione notarile si attesta che Miguel Pellicer, nativo di Calanda, aveva una gamba morta e sepolta come certificato dai medici che furono costretti ad amputarla. Il successivo ristabilimento di questa gamba suscitò non poco scalpore nella comunità ed il sindaco di Calanda ordinò alla Chiesa di investigare sull’accaduto. Si aprì un processo in cui tutti furono chiamati a portare la propria testimonianza o a confutare quelle portate dagli altri se in presenza di prove certe che si stesse affermando il falso.

 

Dopo un anno di processo, nessuno fu in grado di confutare l’avvenuto miracolo ed è stato lo stesso Arcivescovo di Saragozza che firmò la sentenza del 1641 che attestava: “Dichiariamo che a Miguel Juan Pellicer, nativo di Calanda, fu restituita miracolosamente la gamba destra, che in precedenza gli era stata amputata; e che non è stato un fatto operato dalla natura, ma opera mirabile e miracolosa; e che si deve giudicare per miracolo, secondo tutte le condizioni richieste dal Diritto”.

 

Il perché dei miracoli viene esposto nel catechismo, non si tratta di pura ostentazione di potere bensì di un aiuto concreto che lo spirito santo concede come grazia a chi crede sinceramente e di una dimostrazione tangibile per l’intelletto umano che gli permette di credere all’esistenza del divino: “Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua rivelazione. Così i miracoli di Cristo e dei santi, le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e la sua stabilità “sono segni certissimi della divina rivelazione, adatti ad ogni intelligenza”, sono motivi di credibilità i quali mostrano che l’assenso della fede non è affatto un cieco moto dello spirito”.

 

Il senso di questa testimonianza non risiede esclusivamente nell’ottenere l’attenzione dei non credenti, ne nel confutare l’inossidabile convinzione di chi si professa ateo e seguace della scienza, bensì è un preambolo atto a farvi riflettere sulla recente apertura della chiesa alla cremazione. Come saprete, infatti, recentemente il Vaticano si è espresso favorevolmente sulla questione “Cremazione”, l’unico limite posto è quello legato alla dispersione delle ceneri, perché tanto interesse da parte della chiesa sul luogo in cui riposano le ceneri dei defunti? Dopo la morte la dottrina insegna, infatti,  che l’eternità spetta non solo alla nostra anima, ma anche al nostro corpo, esattamente come per la gamba di Pellicer, questo viene ricomposto per permettere ad anima e corpo di vivere insieme per l’eternità.