Famosa ma infelice | Ecco come Gesù le sconvolge la vita

La sua storia è un esempio sorprendente di come l’amore del Signore riesce a toccare i cuori di coloro che sembrano in assoluto più lontani, per operare prodigi considerati prima impossibili. 

Gesù nel Vangelo dice infatti che “sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato” (Lc 7,36-50). La storia di questa attrice lo testimonia alla perfezione.

Ève Lavallièr
Ève Lavallièr – photo web source

Ève Lavallière, attrice e poi religiosa di origine italiana. Il suo nome di Battesimo era Eugénie Marie Pascaline Fenoglio, meglio nota come Eugenia Fenoglio, ed appartenne all’Ordine francescano secolare. La sua storia è tanto sconvolgente e insolita per come si è sviluppata e come la donna è giunta a vivere una vocazione e una fede religiosa certamente fuori dal comune.

L’infanzia difficile e una vita sregolata

Tutto si origina con la sua infanzia difficile, che l’ha portata ad avere grande successo nel mondo dello spettacolo prima di donarsi totalmente al Signore. Eugenia vide infatti con i propri occhi la litigata dei propri genitori conclusasi tragicamente con l’uccisione della madre ed il suicidio del padre.

In seguito al drammatico fatto, la donna venne accolta dalla zia e poi finì in un collegio, da cui ne uscì per frequentare a Parigi una scuola di danza, canto e recitazione. Fin da subito dimostrò doti straordinarie in questo settore, ma nel cuore continuava a vivere l’inquietudine originatasi dalla morte dei propri genitori.

Eugenia era una ragazza di una bellezza fuori dal comune, come lo erano anche le sue qualità artistiche, e ben presto divenne Eva. All’età di venticinque anni infatti cominciò a utilizzare il suo pseudonimo Ève Lavallière, che la portò a diventare una famosa attrice teatrale nella Belle Époque dei teatri parigini di fine ottocento.

Gli spettacoli al caffè parigino

Cominciò a fare spettacoli al “Café chantant” di Mont Parnasse, noto per i suoi facili e dissoluti costumi. Ben presto Eva divenne alcolizzata e tabagista, come anche ragazza madre. La sua vita era totalmente sregolata ma il dolore nel suo animo non accennava a placarsi. Cominciò a cercare sollievo anche nella magia e nello spiritismo, finendo in contatto con dei medium.

Calcò le scene dei migliori teatri parigini ed ottenne grandi glorie e onori, come anche guadagni a dir poco favolosi, che presto sperperava. Eva era totalmente turbata e angosciata. Portava però sempre con sé, fin dalla piccola età, una medaglia della Santa Vergine. Un giorno ammise: “Ho oro ed argenti e tutto quanto si può desiderare in questa vita ma sono la più disgraziata delle donne”.

Negli anni della prima guerra mondiale, mentre la violenza e il dolore divampavano, si chiese: “Ma che faccio io al mondo?… diverto la gente scioperata, mentre la gente seria soffre tutte le conseguenze di questa guerra immane. E poi come la diverto?… ignorando, calpestando tutto ciò che è onesto, puro…”. Si diresse verso la Senna, voleva farla finita.

Da quel giorno la sua vita cambiò

Se non accadde fu merito di uomo, che la fermò e le disse: “Dio mi ha mandato per salvarvi la vita. Ma ricordatevi sempre che in Dio solo è la pace”. Da allora Eva si ammalò e quella fu la sua porta per la fede, dopo l’incontro con l’abate Chasteignier di Chanceaux e la lettura di un libro su Maria Maddalena.

Nel 1917 si convertì e cominciò a recarsi continuamente in pellegrinaggio a Lourdes, soggiornando al Convento delle Suore dell’Immacolata Concezione. Non si esibì più sul palcoscenico. Quando le chiedevano di farlo, rispondeva: “Ora sono così felice! Ho scoperto l’amore di Dio, non sono mai stata tanto felice come dal momento in cui ho conosciuto Dio”.

A tutti spiegava: “Una sola cosa mi rimette a posto: l’abbandono totale nell’amore. Allora dimentico tutto: il passato, il presente, gli scrupoli fuggono e io sono inondata da una gioia profonda fatta di pace e di fiducia”. Un’amica che si recò nel suo rifugio per provare a convincerla a tornare in scena si sentì rispondere: “No, non vengo. Non si impegni per me, non lo farò! Il mio intento è un altro”.

Le parole che commossero l’amica e mostrarono Dio

Lei era ormai tutta di Dio. L’amica, quando sentì le sue parole, si commosse: “Desidero per lei quanto io ho ora: non immagina quanto io sia felice con la grazia di Dio. Anche se non credete non sono mai stata tanto felice come dal momento in cui ho conosciuto Dio”. Si era infatti scelta la sua nuova vita da consacrata con grande consapevolezza.

“Abbiamo soltanto una sola vita, quella delle nostre virtù. Io compio quattro anni il prossimo 19 giugno, perché è l’anniversario della mia conversione. Tutta la mia vita precedente è spazzatura”, diceva. Spiegando che “una sola cosa mi rimette a posto: l’abbandono totale nell’amore. Allora dimentico tutto: il passato, il presente, gli scrupoli fuggono e io sono inondata da una gioia profonda fatta di pace e di fiducia”.

Il 19 settembre 1920 entrò nell’Ordine francescano secolare con il nome di suor Marie-Eve del Sacro Cuore di Gesù, in un convento parigino. Lì si occupò della portineria e della cucina, ma in particolare di fare penitenza, di pregare, di fare servizio e vivere nella carità. Dal 1921 al 1923 soggiornò inoltre frequentemente in Tunisia, per poter assistere in un lebbrosario i più inermi, deboli e rifiutati.

Ève Lavallièr
Ève Lavallièr – photo web source

Si ammalò e morì il 10 luglio 1929. Tra le sue ultime parole, alcune sono memorabili. Come quando disse: “Ho sete di giungere in Cielo e vedere Gesù”. Fu proclamata Serva di Dio da Giovanni Paolo II nel 1996. Ancora oggi, sulla sua lapide si legge: “Ho lasciato tutto per Dio. Lui è solo sufficiente per me. Tu che mi hai creato, abbi pietà di me”.

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