Francia: Vietati i simboli religiosi dal parlamento francese

I parlamentari devono attenersi a delle regole di abbigliamento che tutelino la neutralità di pensiero?I politici, insomma, devono vestirsi in parlamento seguendo un etichetta particolare come se si trattasse di medici o professori? Questo è quanto si chiede oggi la Francia dopo che un bureau interno all’Assemblée Nationale (Parlamento francese) guidato dal presidente della camera François de Rugy ha sottoscritto un regolamento secondo il quale ogni membro dell’assemblea deve evitare di esporre capi di vestiario che inneggino ad una precisa idea politica o religiosa o che fungano da pubblicità.

Nel regolamento appena approvato si legge che l’abbigliamento: “Non dovrà divenire un pretesto per la manifestazione di qualunque opinione: in particolare, è dunque proibito portare qualsiasi segno religioso vistoso, un’uniforme, un logo o dei messaggi commerciali o degli slogan di natura politica”. All’interno del parlamento la nuova imposizione non ha suscitato eccessive polemiche, se non da parte di qualche gruppo di minoranza, e pare che grazie all’accortezza del legislatore non corra il rischio di essere cancellata dall’assemblea costituzionale che regola proprio le norme che vanno in conflitto con il principio di costituzionalità: secondo quanto riferito dai media locali, infatti, la nuova regola d’abbigliamento non fa parte del regolamento ufficiale della camera ma è inserita in un corollario.

A contestare apertamente la decisione del bureau è stato Monsignor Olivier Ribadeau-Dumas, presidente della Conferenza Episcopale, il quale intervistato da ‘Le Monde‘ ha commentato in questo modo le regole sull’abbigliamento: “Se vi è un luogo in cui si deve discutere di tutto, questo è proprio l’Assemblea nazionale. I deputati rappresentano il popolo, e il popolo non è laico”. Insomma, pare che nonostante Macron abbia assicurato un maggior rispetto delle diversità, l’impostazione laicizzante del precedente governo Hollande sia presente anche in questo mandato. Persino l’Osservatorio della laicità, un organismo entrato in funzione durante la scorsa legislatura per monitorare che gli uffici pubblici non infrangessero le nuove regole sulla neutralità, ha fatto notare che il principio di neutralità è da applicare solo ai funzionari statali e assimilati.

Fabio scapatello