Enzo Bianchi: dopo l’ordine del Papa è ancora nella Chiesa Cattolica?

L’ex priore e fondatore della Comunità di Bose era stato duramente allontanato dalla sua comunità dalla Santa Sede stessa, ma un articolo svela che il monaco laico starebbe disobbedendo alla decisione del Vaticano.

Pare infatti che non solo Bianchi ad oggi sia più attivo che mai, ospite di vescovi e di importanti festival religiosi e mondani, ma che abbia anche appena acquistato una super proprietà a soli 15 km da Bose.

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Enzo Bianchi – photo web source

Nelle settimane successive al durissimo ordine imposto dalla Santa Sede avevano fatto scalpore alcune sue affermazioni, rese pubbliche da lui stesso attraverso dei tweet, in cui Bianchi si descriveva “in esilio”, salvo scoprire in seguito che l’esilio auto-pronunciato stava avvenendo in un edificio a pochi metri dal monastero stesso da cui il Vaticano lo aveva allontanato.

La vicenda e le diverse incomprensioni

Un dato svelato da alcuni cronisti che avevano così fatto perdere di credibilità agli occhi dell’opinione pubblica le parole del priore ecumenico, tanto che il Vaticano è dovuto intervenire una seconda volta per mettere in pratica l’allontanamento che il religioso quindi non stava evidentemente rispettando. In seguito un sito online, Silere Non Possum, ha pubblicato il testo con cui la Santa Sede motivava l’intervento in cui si chiedeva l’allontanamento da Bose.

“Bianchi ha mostrato di non aver rinunciato effettivamente al governo, interferendo in diversi modi, continuamente e gravemente sulla conduzione della medesima comunità e determinando una grave divisione nella vita fraterna”, sono le parole della lettera partita dai Sacri Palazzi e passata per l’approvazione del Papa. “Si è posto al di sopra della regola della comunità e delle esigenze evangeliche da esse richieste, esercitando la propria autorità morale in modo improprio, irrispettoso e sconveniente nei confronti dei fratelli della comunità provocando lo scandalo”.

Insomma, quanto basta per fare prendere atto a Bianchi di una condotta non proprio ortodossa, anzi. In sostanza non un bel quadro, per il fondatore della Comunità ecumenica che invece negli anni aveva attirato tanti fedeli, attratti dal carisma che veniva espresso in quel luogo di preghiera, che ha portato in seguito Bianchi a diventare uno scrittore di grande successo, autore per case editrici come Rizzoli e commentatore per quotidiani come Repubblica, fino a diventare persino un volto noto televisivo.

L’articolo che fa luce sul comportamento scorretto

L’articolo pubblicato dal quotidiano “Domani”, giornale edito dell’ex patron di Repubblica  Carlo De Benedetti, ora getta però in un vero e proprio terremoto la figura del fondatore di Bose Enzo Bianchi. “Oggi che la leadership dell’ex priore è stata eclissata per decisione pontificia, non sono credibili un paio di tweet per parlare di esilio: negli scorsi mesi, Bianchi ha continuato a frequentare diocesi e partecipare a eventi, come se poco o nulla fosse realmente cambiato”, si legge infatti nell’articolo di Domani.

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Nel testo si elencano, con una dolorosa carrellata, tutti gli eventi pubblici a cui Bianchi continua ancora oggi a partecipare. Tra questi, i programmi televisivi Porta a Porta e Rebus, il Festival delle religioni a San Miniato, il Convegno ecclesiale diocesano di Ariano Irpino, lo Sponz Fest 2021 organizzato da Vinicio Capossela, e così via, in una lunga e fitta serie di eventi passati e futuri pubblicati sul suo stesso sito in forma di agenda.

Non bastasse, però, il giornale rileva che Bianchi non solo all’ultimo festival menzionato sedeva attorno a un altro membro di Bose con il quale, secondo il Vaticano, Bianchi avrebbe dovuto interrompere ogni contatto, ma anche che solamente una quarantina di giorni dopo il suo trasferimento a Torino lo stesso monaco laico avrebbe acquistato un immobile ad Albiano d’Ivrea, a 15 chilometri da Bose. Non un semplice immobile, però, ma una cascina che comprende un immobile di 18 vani, un giardino affiancato da sette ettari di terreno, di cui il quotidiano ha pubblicato anche delle foto dall’esterno.

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Il cascinale acquistato Enzo Bianchi nella foto pubblicata dal quotidiano Domani

Non si capisce, perciò, con quale finalità il monaco che si è detto ormai dedito all’esilio imposto dalle autorità delle Chiesa Cattolica non solo partecipi continuamente ad eventi pubblici, ma acquisti anche una proprietà di tale portata. Certo, in linea teorica l’obiettivo non dovrebbe essere quello di fondare nuove comunità, associazioni o altre aggregazioni ecclesiali, perché si tratta di quanto espressamente vietatogli dal Vaticano.

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Eppure il dubbio che il religioso si stia sostanzialmente disinteressando delle regole della Chiesa è dietro l’angolo, e sorge nei pensieri di tanti. C’è da chiedersi, a questo punto, se Enzo Bianchi sia effettivamente un monaco cattolico, o in ogni caso sarebbe bene avere per i tanti che lo seguono un chiarimento su quali siano attualmente le sue intenzioni nei confronti della Chiesa Cattolica.

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