Grave attentato contro una moschea in Canada: ieri sera tre terroristi armati di fucili automatici – compreso un AK-47 – hanno aperto il fuoco all’interno del Centro Culturale Islamico di Quebec City. Un primo bilancio provvisorio parla di sei morti, tra i 35 e i 70 anni, e otto feriti. Tra le vittime c’è anche l’imam, riferisce il collettivo canadese anti-islamofobia.
Al momento dell’attacco, verso le otto di sera durante l’orario di preghiera, nel centro si trovavano almeno 40 persone, tra questi alcuni bambini. Immediato il via vai di ambulanze e soccorritori dal luogo del massacro e verso gli ospedali più vicini. E immediata la caccia ai responsabili: in un primo tempo sembravano due i sospetti arrestati, il franco-canadese Alexandre Bissonnette e Mohamed Khadir (di origini marocchine, nazionalità ancora ignota). Poi le autorità hanno spiegato che Khadir è stato sentito come testimone e rilasciato.
Secondo uno dei testimoni della strage, citato dalla tv canadese Cbc, uno dei killer «aveva l’accento del Quebec e urlava Allah akbar».
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