Emilia-Romagna e Aifa, la sciagura dei farmaci gratis per chi cambia sesso

La vergognosa decisione della Regione Emilia-Romagna e dell’Agenzia del Farmaco: farmaci gratis per chi vuole cambiare sesso.

Mentre cioè il Sistema Sanitario Nazionale riduce ogni giorno le medicine a carico del welfare pubblico, la giunta della Regione Emilia-Romagna con una delibera ha sancito la gratuità dei farmaci nelle terapie ormonali per la disforia di genere.

Il Ssn passa sempre meno medicine. Ma il cambio di sesso è gratis

In sostanza, di fronte a un sempre crescente numero di servizi che ormai non vengono più garantiti dalla sanità pubblica, si decidere di effettuare operazioni di transizioni di genere con i soldi dei contribuenti.

Una vera vergogna di cui la Regione Emilia-Romagna dovrebbe offrire spiegazioni ben approfondite. Non bastasse però, lo scempio aumenta, e arriva persino a livello nazionale. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la determina dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che stabilisce la presa in carico dei suddetti farmaci ormonali da parte del Sistema Sanitario Nazionale.

La rivendicazione vergognosa della sinistra

La sinistra ha celebrato l’indecente provvedimento con grida di giubilo e rivendicazioni di parte. A dimostrazione che si tratta dell’ennesimo provvedimento fatto solamente per interessi politici.

Ovvero per aizzare il proprio elettorato e ricrearsi un’immagine ampiamente persa, dopo avere abbandonato i diritti sociali dei lavoratori ed essersi venduta ai desiderata del grande capitale. Tra cui rientra, ovviamente, anche lo spot per questo nuovo genere di farmaci che punta ad aumentare gli introiti dei produttori.

Un grave danno per la salute e un attentato alla libertà

L’azione però è ovviamente irricevibile, e buona parte dell’opinione pubblica sta già salendo sulle barricate. Una voce in questa direzione proviene dallo dello psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi, noto volto televisivo. Che senza giri di parole ha spiegato che dietro alla scelta della Regione Emilia-Romagna ci sia nient’altro che un grande inganno.

Quello cioè di un grave danno per la salute delle persone. Oltre che un attentato alla libertà di persone che verranno segnate da questi interventi per tutta la vita, E dei contribuenti che non intendono avallare questo tipo di operazioni. Né tanto meno di farlo con i soldi delle proprie tasse.

Lo psichiatra Meluzzi: “decisione gravemente sbagliata”

“La considero una cosa gravemente sbagliata, soprattutto laddove l’oggetto del trattamento siano dei minori”, spiega Meluzzi in un’intervista riportata dal sito di Pro Vita e Famiglia. “Le terapie applicate durante la pubertà, quando l’identità è in fase di costruzione, rappresentano un’interferenza gravissima. Non soltanto nei principi della legge naturale o di una vita armoniosa (mi riferisco alla corrispondenza lineare tra corpo e anima). Ma anche una gravissima lesione della libertà”, ha spiegato.

“In tal modo si impedisce al minore di poter ricercare serenamente la propria verità. Imponendo una verità farmacologica, eterodiretta, secondo una concezione biopolitica da sciagurati”.

Meluzzi: “viviamo in una dittatura in cui si nega la verità”

Meluzzi ha infatti spiegato che “viviamo in una dittatura bio-psico-politico-epidemiologica. In cui la negazione della verità, accompagnata dalla negazione della libertà, dà luogo a una combinazione veramente infernale”.

Una situazione altamente spiacevole in cui “l’obiettivo è quello di creare un distanziamento sociale, fisico, umano, una virtualizzazione della condizione umana. Una dimensione che confonde i videogiochi con la realtà. Che ti porta ad avere bambini che si buttano dall’undicesimo piano dalla finestra, a seguire l’uomo nero col cappuccio o ad adulti che uccidono due vite sulla base di un delirio“.

Il rispetto per la dignità viene calpestato confondendo ben e male

La decisione della Regione guidata da Bonaccini quindi si inserisce a pieno titolo in una lista di provvedimenti che rischiano di gettarci in una società infernale in cui ogni desiderio, anche il più terribile e arbitrario, diventa legge.

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Ogni rispetto per la natura e la dignità umana rischia così di annientarsi in una visione da incubo, in cui il bene si confonde con il male e il secondo viene persino celebrato come auspicabile.

Un prodotto della cultura gender che annienta ogni morale

“Anche questo è un prodotto della cultura gender, una cultura che ha preso il potere, è la dittatura di una minoranza sulla maggioranza, che confonde i desideri con i diritti”, ha così concluso Meluzzi.

“In fondo ormai la conosciamo bene, ce l’hanno imposta. Nelle cose di questo mondo, la partita è ormai perduta, non ci resta che accettare di diventare il piccolo “resto d’Israele” che custodirà la verità”.

Giovanni Bernardi

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