Elogio della Verità

 

Elogio della Verità
La bocca della Verità

Elogio della Verità

Il cattolico deve essere contemporaneamente aperto al mondo, a meno che non sia per vocazione monaco o eremita, e pronto al discernimento. San Paolo, ispirato da Dio, ha scritto: “Esaminate tutto, tenete ciò che è buono” (Ts 5,21). Aperti al mondo non significa ovviamente mondani, vani, inetti, membri attivi della società liquida e della vita liquida ben descritti dal sociologo ebreo Zigmunt Bauman (1925-2017). Ma proprio il contrario.

Apertura, nel senso più nobile e biblico del termine, significa prontezza nel seguire il Signore su ogni strada, in ogni contesto, senza paure, fobie e narcisismi di sorta. L’apertura di cuore verso l’altro, la comprensione delle difficoltà degli uomini e l’umiltà di farsi “tutto a tutti” col piangere con chi piange e ridere con chi ride. Ecco ciò che ci chiede il Signore, specialmente oggi in un mondo che pazzescamente si allontana da Lui, rifugiandosi nei vani idoli del momento (sesso, soldi, carriera, moda, etc.).

Se dobbiamo valutare tutto, nel senso di tutto ciò che è alla nostra portata senza curiosità eccessive per ciò che non ci compete, dobbiamo però tenere, prendere, fare nostro solo ciò che è buono. La verità è buona, la menzogna e l’ipocrisia no. La saggezza è buona, la viltà no. La coerenza è buona, la mediocrità no. La modestia è buona, la volgarità e l’oscenità certamente no…

Se oggi abbiamo un Governo che pare meno lontano dai veri interessi del popolo e del bene comune, dobbiamo compiacercene, e rendere grazie all’Altissimo. Se poi il Governo dovesse tradire la nostra fiducia, sarebbe giusto dolersene e farne una ferma critica. Senza ideologismi e giudizi preconfezionati.

Tante cose nella temperie culturale dell’ultimo mezzo secolo sono andate piuttosto storte per noi cattolici. Basti pensare che mentre si legge un articolo come questo, e prima di averlo finito, negli ospedali italiani, certamente almeno un bambino sarà stato soppresso nel ventre materno, con tutte le cautele del caso e con la protezione della legge italiana. E la cosa più scandalosa dell’affare non è neppure l’omicidio come tale, che c’è sempre stato da Adamo ed Eva in qua, ma proprio la protezione della legge italiana nei confronti del delitto, trasformato così in un diritto.

Però, se siamo aperti alla verità e alla realtà, non dobbiamo mai stancarci di rintracciare le positività del nostro mondo, mondano e ateo quanto si vuole, ma sempre amatissimo dal Regno dei Cieli.

Così, da quasi due anni nelle edicole italiane, esce ogni giorno un nuovo quotidiano, il cui titolo è tutto un programma. Si chiama LA VERITA’. E ha come sottotitolo il detto che Pilato rese celebre rivolgendosi a Gesù: Quid est veritas? Ovvero, che cos’è la verità? Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro cerca ogni giorno, con i limiti che ogni impresa umana possiede, di rispondere a questa domanda. E la verità che il nuovo giornale si impegna a diffondere e a promuovere non è altra che la descrizione autentica dei fatti, della realtà, di ciò che accade e degli interessi legittimi – e non ideologici – della nostra gente.

Si prenda un numero a caso del giornale, per esempio quello uscito il 26 giugno del 2018. Dal punto di vista che ci anima, che è quello della difesa del bene comune (nell’ambito temporale) e della legge morale cristiana (nell’ambito spirituale), il giornale è ricco, ricchissimo di spunti degni di nota.

Il direttore Belpietro commenta da par suo i risultati delle recenti elezioni amministrative (p. 1), facendo notare che la politica forte messa in atto dagli elementi di spicco del nuovo Governo sta portando consenso al nuovo corso, allontanando definitivamente gli elettori dai disfattisti e dai nemici della patria.

L’editorialista Mario Giordano in un articolo che inizia in prima pagina, racconta la vicenda pazzesca di un rom, delinquente e pluripregiudicato, risarcito con 60.000 per un errore di un coraggioso carabiniere, che lo avrebbe ferito ad un piede.

Fabio Amendolara e Francesco Borgonovo, in due pagine ricche (pp. 8-9) parlano di Lotta all’invasione. Circa la proposta di Salvini di istituire campi di accoglienza in Africa, evitando gli sbarchi quotidiani assolutamente ingestibili, e sulla politica espansionistica della Turchia di Erdogan.

Marco Lanterna racconta ai lettori l’andamento della nuova Spagna di Pedro Sanchez, primo ministro in carica e presidente del partito socialista. Il quale senza ritegno per i milioni di morti prodotti dal comunismo, si fa tranquillamente fotografare con il pugno chiuso (p. 10). Vorrebbe altresì, contro ogni buon senso, istituire una ennesima Commissione per fare luce sul franchismo, ignorando superbamente i crimini che i rossi commisero in Spagna. Sono migliaia i sacerdoti e i religiosi spagnoli trucidati durante la guerra civile in nome del comunismo e del sol dell’avvenire (cf. Mario Iannaccone, Persecuzione. La repressione della Chiesa in Spagna tra Seconda Repubblica e Guerra civile (1931-1939), Lindau, 2016).

Renzo Puccetti, noto bioeticista cattolico, confuta il cattivo maestro Saviano (p. 10), a proposito della legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, che lo scrittore (milionario) di Gomorra vorrebbe far circolare senza patemi d’animo tra i giovani.

Alessandro Rico, giovane ed ottima penna del giornale, mostra l’incoerenza di Macron, che da quando è presidente passa da un estremo all’altro senza soluzione di continuità, mostrandosi duro o morbido, in base alle convenienze politiche del momento.

Un lunghissimo dossier interno di 8 pagine, curato da Eugenio Baresi, ritorna sulla tragedia di Ustica, in occasione del suo trentottesimo anniversario (27 giugno 1980), cercando di apportare nuove luci a quella intricata e tristissima vicenda.

A pagina 15 un anonimo articoletto fa stato dello stupore delle persone di buon senso, davanti agli eccessi continui del buonismo in materia educativa, che risente ancora una volta della malapianta del ’68. Qui si tratta di un padre, denunciato e processato, per un sonoro ceffone inflitto al figlio minorenne, a causa delle sue frequentazioni cattive e ai suoi giri di droga. Ceffone quindi oltremodo educativo per il giovane. In questo caso però i mass media del progressismo non sono per le pene leggere o l’assenza di pena (come per l’uso di droga o l’aborto) ma sono per la punizione esemplare del genitore…

L’ottimo apologeta Giuliano Guzzo dedica una paginata alla Battaglia per la vita, in questo caso a proposito della assurda registrazione dei poveri bambini costretti a vivere con una coppia omo-genitoriale (p. 16). C’è da sperare che Salvini influenzi pro bono Di Maio e costui faccia lo stesso con sindache Raggi e Appendino assurdamente compromesse con i movimenti Lgbtq.

A p. 17 Francesco Borgonovo mostra l’inanità della pseudo-moda, innescata da alcune vip (come Cameron Diaz), di non avere figli e di vantarsi di essere Childfree. Un altro articoletto, ribadiva il valore paradigmatico dell’enciclica Humanae vitae, contro la contraccezione, l’aborto e più in generale contro lo schiavizzante e l’alienante sesso libero.

Insomma, un numero ricchissimo di un quotidiano che, dal punto di vista cattolico, va sostenuto, promosso e diffuso. Si tratta poi, salvo errore, dell’unico giornale italiano al prezzo di un euro.

Antonio Fiori