Ecco le armi necessarie ed efficaci per sconfiggere satana

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San Michele e il Santo Rosario le armi necessarie ed efficaci per sconfiggere e annientare il potere di satana 

Il 29 settembre 2018, festa dei santi arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele, la Sala Stampa Vaticana ha rilasciato uno stringato ma importantissimo comunicato che ha fatto e farà discutere.

Il testo inizia così: “Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi”.

Il contesto in cui questo comunicato è stato emanato è quello della spaventosa crisi del sacerdozio cattolico e del calo drammatico della pratica religiosa in Europa, culla della civiltà cristiana. Come noto, molti presbiteri, alcuni vescovi e perfino dei cardinali non solo hanno deviato dal retto cammino del Vangelo, ma si sono resi responsabili di delitti orrendi e innominabili. Come quelli che hanno portato alle dimissioni del cardinal Theodore McCarrick. Ma gli abusi del clero toccherebbero molti sacerdoti di varie parti del mondo: dall’Irlanda all’America Latina, dagli Stati Uniti alla stessa Italia.

C’è poi un contesto speciale che fa da sottofondo a questi drammi ed è la perdita più o meno cosciente e volontaria della fede nei battezzati e nei cresimati. Infatti, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso un numero impressionante di errori ed eresie si sono diffuse nel popolo di Dio, arrivando a minare le basi stesse della religione. In tal senso Paolo VI parlò del fumo di Satana che si era infiltrato nel Regno di Dio.

Tra queste deviazioni, una tipica aberrazione neo-modernista fu quella di negare l’esistenza di Satana. Faccio notare che se si nega l’esistenza del diavolo, si nega – magari implicitamente e indirettamente – l’esistenza dell’inferno. Infatti, senza dannati l’inferno non avrebbe senso, e se perfino il diavolo è stato perdonato, allora lo siamo tutti. Si nega altresì il giudizio di Dio su ogni anima al momento della morte: altro dogma della fede cattolica. E negando il diavolo si nega pure l’ispirazione biblica, che garantisce l’assenza di errore nella Sacra Scrittura.

Se il diavolo infatti fosse pura mitologia, o una fiaba per spaventare i bambini, la Bibbia sarebbe stracolma di menzogne, poiché dal serpente della Genesi, sino al Principe di questo mondo di cui parla Gesù, si tratterebbe solo di fiction teologica e nulla più. La Chiesa da Madre e Maestra della verità, decadrebbe a cattedra di errore e di contraddizione.

Ma se la Chiesa si fondasse su un libro non immacolato ma pieno di errori, che senso avrebbe affidarsi ai suoi sacerdoti e ai suoi vescovi, ai suoi sacramenti e ai suoi dogmi? Evidentemente, nessuno!

Non avrebbe neppure senso l’antico e importante rituale degli esorcismi usato da sempre per allontanare satana dalle anime dei posseduti, dalle case o dagli oggetti. E ancora una volta, la Chiesa si sarebbe ingannata migliaia di volte e l’ordine degli esorcisti andrebbe abolito subito.

Non è un caso infatti che molti vescovi del mondo intero, lontani ormai dallo spirito del Vangelo, siano contrari agli esorcismi e rifiutino sistematicamente la presenza e il lavoro degli esorcisti nelle loro diocesi. Piccolo particolare: molti santi praticarono esorcismi e lottarono accanitamente contro il potere di Satana. Gesù stesso praticò esorcismi sugli ossessi ed ebbe una lotta senza quartiere contro gli angeli del male.

Papa Francesco nel comunicato di cui sopra ricorda il valore del Rosario. E già questo è importante, visto che in molti ambienti di Chiesa si parla quasi solo di Parola di Dio e di elemosina, dimenticando che senza preghiera non esiste alcuna vita spirituale. Il Papa segue le varie apparizioni mariane che regolarmente hanno insistito sul valore catartico del Rosario.

Significativo poi che il pontefice richiami anche il valore della penitenza. Chiedo umilmente ai lettori di ricordare quante volte, nelle messe domenicali, hanno sentito una omelia consacrata alla penitenza. Certamente non molto spesso. Infatti, si tratta di un altro principio del cattolicesimo che nei decenni scorsi è stato messo tra parentesi dai pastori più ammodernati e al passo coi tempi. Esattamente quello che è capitato con il diavolo, con l’inferno, con il giudizio di Dio (particolare e universale) ed altri dogmi.

Il comunicato parla dunque della protezione che Maria santissima e san Michele esercitano sulla Chiesa. Protezione non solo dai peccati e dai crimini degli uomini in carne ed ossa. Ma anche e soprattutto dal diavolo in persona.

Per favorire questa intercessione mariana e angelica, papa Francesco suggerisce di aggiungere al Rosario due invocazioni tradizionali. Quella del Sub tuum praesidium, di origine medievale, rivolta alla Regina del cielo per chiedere la protezione dei cristiani alla divina madre del Redentore.

L’altra preghiera, che un tempo veniva recitata dopo la santa messa, è dedicata a san Michele arcangelo, il principe delle milizie celesti, normalmente raffigurato come un valoroso soldato di Cristo. L’autore ufficiale della preghiera è il grande papa Leone XIII (1878-1903), il pontefice che probabilmente ha pubblicato il più gran numero di documenti contro la massoneria e le sette affini. A volte chiamate con il nome poco lusinghiero di civitas diaboli, la società del demonio.

La cosa forse più sorprendente è che tra tante preghiere possibili, il papa abbia optato per una orazione tipicamente tradizionale, e di sapore fieramente combattivo e militante. Cosa piuttosto rara e tanto più significativa e degna di nota.

Sant’Agostino nella Città di Dio divide il mondo in due campi perennemente ostili: la città santa del Signore e quella oscura guidata dal Maligno. A forza di occultare l’esistenza della seconda, molti cattolici hanno perso lena, zelo e spirito esorcistico. In realtà, tutti noi dobbiamo essere esorcisti, nel senso che tutti, se autentici cristiani, possiamo e dobbiamo lottare, senza paura e viltà, per il trionfo della luce e della religione, sul male sul peccato sul demonio e sullo spirito mondano.

E’ proprio questo spirito mondano che preghiere come il Sub tuum praesidium e quella al Capo delle Milizie Celesti ci invitano a sconfiggere.

Antonio Fiori