Ecco cosa ci chiedono le Anime del Purgatorio.

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Le anime del purgatorio si preoccupano molto di noi e del regno di Dio. Ne abbiamo la prova da certi avvertimenti che esse diedero a Maria Simma. Quelli che seguono sono stati presi dalle sue note: “Non bisogna lamentarsi dei tempi che attraversiamo. E’ necessario dire ai genitori che essi ne sono i principali responsabili. I geni­tori non possono rendere un peggiore servizio ai loro figli che assecondando tutti i loro desi­deri, dando loro tutto ciò che vogliono, sempli­cemente perché siano contenti e non gridino. L’orgoglio può così prendere radice nel cuore del bambino. Più tardi, quando il bambino co­mincia ad andare a scuola, non sa né recitare un Pater, né fare un segno di croce. Di Dio, alle volte, non sa assolutamente nulla. I genitori si discolpano dicendo che questo è il dovere del catechista e dei maestri di religione. Là dove l’insegnamento religioso non comincia dalla più tenera età, la religione più tardi non tiene. Insegnate ai bambini la rinuncia! Perché oggi c ‘è questa indifferenza religiosa? questa deca­denza morale? Perché i bambini non hanno imparato a rinunciare! Essi diventano più tardi dei malcontenti e degli uomini senza di­screzione che prendono parte a tutto e vogliono aver tutto a profusione. Ciò provoca tante de­viazioni sessuali, le pratiche e l’assassinio anti­concezionali. Tutti ques ti fatti gridano vendetta al cielo! Chi non ha imparato da bambino a rinunciare, diventa egoista, senza amore, tiranno. Per questo motivo oggidì c’è tanto odio e mancanza di carità. Vogliamo vedere dei tempi migliori? Cominciamo dall’educazione dei bambini. Si pecca in maniera spaventosa contro l’amore del prossimo, soprattutto con la maldicenza, l’inganno e la calunnia. Da dove comincia? Nel pensiero. Bisogna imparare queste cose fin dall’infanzia e cercare di scacciare immediata­mente i pensieri contrari alla carità. Si com­battano subito tutti i pensieri contro la carità, e non si arriverà a giudicare gli altri senza ca­rità. Per ogni cattolico l’apostolato è un dovere. Alcuni lo esercitano con la professione e altri con il buon esempio. Ci si lamenta che molti so­no corrotti dai discorsi contro la morale e con­tro la religione. Perché dunque gli altri taccio­no? I buoni devono pur difendere le loro con­vinzioni e dichiararsi cristiani. Nel corso della storia della Chiesa la salute delle anime e della civiltà cristiana non è forse stata per i laici un dovere più urgente e più imperioso che ai giorni nostri? Ogni cristiano dovrebbe rimettersi a ricercare il regno di Dio ed a cercare di farlo progredire, altrimenti gli uomini non saranno più in grado di riconoscere il governo della Provvidenza. La preoccupazione dell’anima non deve essere soffocata da quella esagerata del corpo. Il 22 giugno 1955, durante la notte, sentii distintamente: «Dio esige un’espiazione! » Ed è con sacrifici volontari, accettati con la preghie­ra, che si può espiare maggiormente. ma se questi sacrifici non si accettano di buona vo­glia, Dio li esigerà con la forza. Perché è neces­saria un’espiazione”.

Come compaiono le anime del purgatono?

Le anime del purgatorio appaiono in diverse forme ed in diverse maniere. Alcune bussano, altre appaiono improvvisamente. Le une si mo­strano sotto un’apparenza umana, nettamente visibili come al tempo della loro vita mortale, vestite, di solito, come nei giorni feriali, altre invece vestite in modo evanescente. Le anime che sono avvolte nel terribile fuoco del purgatorio fanno un impressione spaventosa. Più sono purificate dalle loro sofferenze, più diventano luminose ed affabili. Sovente raccontano come hanno peccato e come sono scampate dall’inferno grazie alla miseri­cordia divina; alle volte aggiungono alle loro dichiarazioni degli insegnamenti e delle esortazio­ni. Per altre anime Maria Simma sente che sono presenti e che deve pregare e soffrire per esse. Durante la Quaresima, le, anime non si manife­stano che per domandare a Maria di soffrire per loro durante la notte e anche di giorno. Succede pure che le anime del purgatorio appaiano sotto forme straordinarie che fanno paura. Alle volte parlano, come durante la loro vita, nel loro dialetto. Quelle che sono di lingua straniera parlano male il tedesco, con un accento straniero, dun­que in maniera personale.

Ecco cosa è stato ritrovato a Napoli nella  chiesa di Santa Maria Vertecoeli, una lettera che sembrerebbe una missiva proveniente direttamente dal purgatorio, leggenda o verita?

Napoli. Ancora crolli ed incuria all’interno della chiesa di Santa Maria Vertecoeli nella strada omonima alle spalle del Duomo, dove l’aria di degrado sembra quasi intrecciarsi con quella del mistero. I teschi e le ossa, ammassate all’interno di una semplice scatola di cartone – piena anche di rifiuti come plastica e materiali di risulta – paiono essere ancora a guardia dell’arcano segreto che avvolge la chiesa che fu “custode” della lettera dal purgatorio.

Una missiva – come vuole la leggenda – spedita direttamente dalle anime del Purgatorio venerate dai napoletani e conservata alle spalle dell’altare. Nulla si sa oggi del contenuto di questa lettera inviata “dall’aldilà”, citata anche dalla rivista religiosa inglese “The Churchman” nel 1839, ma certamente il mistero viene percepito ancora oggi dai fedeli.

Una copia di questa lettera poi, sempre come riportato dal giornale britannico, fu addirittura stampata dal napoletano Angelo Coda e donata in venerazione alla comunità della cosiddetta isola di Calipso – Gozo – a Malta.

Il culto della venerazione delle anime dei defunti è ancora chiaro e vivo nelle insegne e nei simboli sui portoni ai lati dell’ingresso principale, racchiuso nelle sculture di teschi ed ossa incrociate. Riti, pratiche devozionali ed antichi misteri insomma, vengono ancora vissuti ed avvertiti all’esterno di una chiesa che come tante altre in tutta la città, è avvolta dalle nubi dell’abbandono e dell’indifferenza.