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E’ morto don Carlevaris: il primo prete operaio piemontese

Nato a Cardé (paese in provincia di Cuneo) nel 1926, don Carlevaris è morto domenica 1 luglio nella casa di Cottolengo che ne aveva ospitato la formazione sacerdotale a 92 anni. La sua scomparsa è un duro colpo per la diocesi di Torino e per la Chiesa cattolica ma è anche molto sentita negli ambienti lavorativi piemontesi, nei quali il sacerdote ha passato la maggior parte del suo tempo non solo in qualità di guida spirituale, ma anche e sopratutto come lavoratore e sindacalista: attività che gli hanno permesso di conoscere a fondo le problematiche degli operai vivendole sulla propria pelle e che gli hanno permesso di guadagnarsi la stima ed il profondo rispetto di una delle categorie lavorative più disagiate.

Morte don Carlevaris: dai cappellani del lavoro alla fabbrica

Divenuto sacerdote nel 1950 all’interno della diocesi di Torino, don Carlevaris è stato vice sacerdote di San Giacomo per 3 anni. Nel corso degli anni ’50, il sacerdote è entrato a far parte dei ‘Cappellani del lavoro’, un gruppo di sacerdoti che offriva assistenza spirituale agli operai nelle fabbriche. Presto però si accorse che l’assistenza spirituale non era sufficiente per offrire un sollievo a quei lavoratori, c’era la necessità di offrire un’assistenza a tutto tondo. Come lui la pensava anche don Esterino Bosco (anche lui membro dei ‘Cappellani del lavoro’) ed insieme diedero inizio alla categoria dei “Preti operai”.

Don Carlevaris ha lavorato presso la Lamet, per passare poi alla Fiat, alla Grandi Motori alla Lancia ed infine alla Michelin. In quegli anni di lavoro in fabbrica il sacerdote si è speso nelle rivendicazioni dei colleghi di lavoro entrando a far parte attivamente del sindacato. Per decenni il religioso è stato elemento di congiunzione tra la Chiesa ed il mondo dei lavoratori più poveri, un ponte tra le due realtà che ha messo per iscritto nella lettera “Camminare insieme” nel 1971. In quella missiva indicazione pastorale dei rapporti che la Chiesa doveva intrattenere con gli operai si parla di fratellanza, povertà e libertà come degli elementi comuni che indichino il cammino congiunto.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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