Ormai si entra in chiesa come se niente fosse, non ci si inginocchia e non si fa l’inchino davanti al santissimo, in pochi si fanno il segno della croce. E Ancora di meno sono quelli che si ricordano di attingere alle pile dell’acqua ‘santa’. Molti sacerdoti non ne parlano più. Domandiamo: è opportuno riprendere questo uso o è meglio lasciar perdere?
Il fedele entra in chiesa facendosi il segno della croce con l’acqua benedetta. Questo gesto elementare, se fatto bene e, con spirito di fede, è una bella testimonianza per tutti i presenti e un proficuo ricordo del Battesimo. Esso coinvolge l’anima e il corpo ed è l’esordio e l’epilogo di ogni vera ‘ars celebrandi’. Dal modo con cui si fa il segno della croce all’inizio della preghiera si valuta la qualità della preghiera stessa e da come lo si fa al termine di essa si verifica la sua fruttuosità. Infatti ‘chi ben comincia è alla metà dell’opera’ e ‘il valore di un uomo si riconosce veramente alla fine’ (Libro dei Proverbi). Fatto all’entrata della chiesa, il segno di croce ricorda che col battesimo il cristiano è entrato a far parte del popolo di Dio e, ripetuto eventualmente all’uscita della chiesa, invita ad essere nel mondo testimoni della vita nuova ricevuta nel Battesimo e alimentata nell’Eucaristia. Anche la conservazione in casa dell’acqua benedetta può aiutare a proseguire quel culto che si celebra in chiesa e a riconoscere nella famiglia la ‘Chiesa domestica’.
Nel commento di don Luigi Maria Epicoco sul Vangelo di oggi, apprendiamo dell'invito sorprendente di…
Un'antica preghiera al Custode della Santa Famiglia per invocare la grazia della purezza d'animo e…
Inizia oggi la novena a San Charbel, noto in tutto il mondo per le sue…
La straordinaria scelta di una bimba di Cosenza che ha sorpreso la mamma con una…
Il “Dottore Serafico” che da bambino fu miracolato dal Poverello d'Assisi: teologo illuminato, seppe guidare…
La preghiera per invocare con assoluta fiducia il soccorso e il conforto di San Giuseppe,…