Guai a pensare che le nuove generazioni non sappiano assumersi atti di responsabilità anche importanti. Quanto è accaduto nella parrocchia di Vercelli ne è una dimostrazione.
Un gruppo di ragazzi stava seguendo il corso di preparazione alla cresima in modalità on line. Quando viene messo alla prova da un grave fatto.
Improvvisamente la catechista è scomparsa dal video, lasciando sbigottiti i bambini. Uno di loro ha intuito subito doveva essere accaduto qualcosa di grave: ha quindi avvisato la mamma e si sono dati da fare per soccorrere la donna.
Consultati altri genitori e la parrocchia, il bambino e la madre sono riusciti a ottenere l’indirizzo della catechista, domiciliata in via Dante a Vercelli. Lì hanno mandato i Vigili del Fuoco e il 118. La donna era stata colta da un’emorragia cerebrale ed è stata di corsa portata in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea.
Sulle prime, i ragazzi collegati in videocall avevano pensato a uno scherzo della loro catechista o a un’accidentale caduta dalla sedia. Quando hanno realizzato che lei non riappariva più, né rispondeva alle sollecitazioni vocali, uno dei ragazzi ha pensato bene che bisognasse soccorrerla.
Purtroppo, la catechista, nonostante la giovane età, non ce l’ha fatta. Isabel De La Cruz Rodríguez, 39 anni, originaria della Repubblica Dominicana, si è spenta oggi all’ospedale di Novara, dove era nel frattempo stata trasferita.
La stampa locale descrive Isabel come una colonna portante della parrocchia di San Paolo a Vercelli. Amatissima dai ragazzi dell’oratorio e da tutta la comunità parrocchiale, era attualmente impegnata con la preparazione alle cresime, che ultimamente conduceva “a distanza” per ottemperare alle norme anti-Covid.
Un grave lutto, quindi, per tutti i parrocchiani di San Paolo, che fino all’ultimo avevano pregato e sperato in una guarigione o in un miglioramento della loro catechista.
Non era così scontato che dei ragazzi così giovani si rivelassero così solleciti nel comprendere una situazione di pericolo altrui e nel porvi rimedio. La loro catechista, purtroppo, non potrà ringraziarli per quanto hanno fatto. Se è vero, però, che “chi salva una vita, salva il mondo intero”, chi fa tutto il possibile per salvarla, anche senza riuscirvi, è già sulla buona strada.
Siamo sicuri che, nella sua breve vita, Isabel abbia amato molto Gesù e il Vangelo e li abbia trasmessi con entusiasmo ai suoi ragazzi della cresima. Questi ultimi, dal canto loro, erano pronti a restituirle quel dono e lo hanno fatto, nell’estremo tentativo di salvarle la vita.
Non sempre le parrocchie sono dei paradisi in terra. Non sempre negli oratori e nelle sacrestie si pratica l’amore evangelico e la benevolenza come si dovrebbe e come tutti si aspetterebbero.
Che ogni tanto emergano storie – per quanto drammatiche, come quella di Isabel – è qualcosa che scalda il cuore e consola. Nella parrocchia di San Paolo a Vercelli oggi si è “seminato nel pianto”: l’augurio che facciamo a questa comunità è di poter domani “raccogliere nella gioia” (Salmo 126).
Luca Marcolivio
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