La storia del dono prezioso, un manufatto realizzato da Santa Chiara per San Francesco, che attraversa i secoli: è custodito tra i tesori spirituali delle Marche.

Nel pieno dell’anno giubilare indetto per ricordare gli 800 anni dal transito al cielo di Francesco d’Assisi, sono tantisismi gli aneddoti su di lui che, nel corso degli anni, sono stati tramandati, quanto anche gli oggetti a lui appartenuti.
Non solo la conservazione delle sue spoglie mortali, esposte al pubblico fino al prossimo 22 marzo (per un mese, dal 22 febbraio) quanto anche alcuni suoi oggetti e indumenti personali che ne hanno fatto la storia del santo fraticello con le stimmate.
Fra questi vi sono un paio di suoi calzari: questi hanno, alle spalle, anche un’altra importante Santa della storia francescana: Chiara d’Assisi.
Il legame profondo tra Santa Chiara e San Francesco
San Francesco non ha bisogno di presentazioni: il Santo che, come Benedetto, hanno rivoluzionato quello che era il primissimo concetto di “essere monaci” e di votare completamente la propria vita a Dio. Cambiare radicalmente il proprio vivere ed il proprio essere, spogliarsi di tutto e vivere con quella che, lo stesso Francesco, chiamava con “sorella povertà“. Davanti a questo, anche molte donne, per quel che riguarda proprio lo stile di vita francescano, abbracciavano questa nuova idea di vita per Dio, una su tutte Chiara d’Assisi.

Quest’anno, come ben sappiamo, si celebrano gli 800 anni dal transito al cielo di Francesco: la Chiesa celebra questo particolare momento con un anno giubilare a lui dedicato. Insieme a questo, però, come dicevamo all’inizio, tantissime sono le testimonianza, raccolte nel corso dei secoli, che a lui si riconducono, come anche alcuni suoi oggetti personali che sono arrivati a noi sino ad oggi, come importanti reliquie appartenute al santo.
Fra queste, ci sono anche un paio di suoi calzari: un piccolo tesoro nascosto a Recanati, nelle Marche, all’interno della Concattedrale di San Flaviano: sono i sandali di Francesco donati da Papa Gregorio XII alla sua diocesi. Da ben 6 secoli, sono custoditi all’interno della Cappella dei Santi. Ciò che stupisce è che, nella città di Giacomo Leopardi e a pochi km da Loreto, dove è custodita la Santa Casa di Maria, è presente questo piccolo tesoro che purtroppo, davvero in pochissimi conoscono.
I sandali intessuti dalle mani di Santa Chiara
Una reliquia importantissima: si tratta dei sandali di Francesco, intessuti proprio da santa Chiara. In un lato della Concattedrale, dove sono presenti anche le spoglie di Papa Gregorio XII, l’ultimo pontefice sepolto fuori Roma, ecco che è presente questo importante dono che verrà esposto al pubblico. I sandali si trovano protetti all’interno di una speciale teca: per un periodo furono anche parte di una esposizione nei “Musei di Villa Colloredo”, ma poi sono rientrati in cattedrale.
Come scrive, anche, il quotidiano “Avvenire”, ad accogliere i pellegrini che scoprono questa importante reliquia e vogliono osservarla da vicino, è il parroco della Concattedrale di San Flaviano, monsignor Pietro Spernanzoni, il quale spiega anche il perchè della presenza di questi sandali proprio a Recanati: “[…] Si racconta che san Francesco, dopo aver ricevuto le stimmate, nel viaggio che compì da Assisi a Rieti dove risiedeva papa Gregorio IX, ai piedi mise quei sandali che erano stati intessuti dalle mani di santa Chiara d’Assisi che gliene fece dono” – spiega.
Quando Papa Gregorio XII rinunciò al suo grado di Papa, per tornare nuovamente ad essere Vescovo nel 1415, riportò con sè a Recanati tanti cimeli, quanto anche rarissime reliquie di Santi, fra questi anche i sandali di San Francesco. Sandali che, come abbiamo detto, sono stati intessuti direttamente dalle mani di Santa Chiara, che si unì a Francesco fondando la parte femminile dell’ordine, quello delle clarisse.
Lei gliene fece dono ma, vicende diverse, hanno portato questa reliquia dei sandali in Vaticano, per poi ritornare in patria proprio con Gregorio XII. Ora, proprio in occasione del Giubileo Francescano, vengono esposti alla pubblica venerazione e alla preghiera di tutti coloro che si recheranno in questo luogo. .







