Senatore prolife si dichiara “Donna” per contrastare l’aborto

Si dichiara donna per lottare contro l'abortoUn senatore prolife australiano ha deciso di dichiararsi “Donna” all’anagrafe al fine di evitare le condanne a priori delle femministe sulle sue posizioni contro l’aborto.

La tematica “Aborto” è una delle più dibattute in tutto il mondo e continua a dividere l’opinione pubblica tra chi ritiene che la cessazione della gravidanza sia un diritto della donna e chi invece lo ritiene una negazione di diritti al nascituro. Tale dibattito ha ripreso fulgore durante una seduta del parlamento australiano in cui si stava dibattendo su una mozione che avrebbe impedito ai manifestanti pro aborto di celebrare l’annuale ‘Giornata del bambino non nato’ (che si tiene il 25 marzo di ogni anno).

Il maggior promotore della mozione era il senatore prolife O’Sullivan, il quale è entrato in aperto contrasto con la senatrice Larissa Waters dei verdi. La politica, di aperta posizione femminista, ha infatti contestato la proposta del collega dicendo: ” Il senatore O’Sullivan deve togliere le sue mani e i suoi rosari dalle mie ovaie e da quelle delle 10.000 donne del Queensland che abortiscono ogni anno, 10.000 donne che hanno il diritto di prendere una decisione sul proprio corpo senza l’opinione del senatore O’Sullivan”.

La trovata del senatore O’Sullivan per eludere le obiezioni a priori delle femministe

Stanco del fatto che da uomo non potesse esprimere le proprie opinioni sull’aborto senza suscitare la solita critica di maschilismo. Il senatore O’Sullivan ha pensato bene di sfruttare la teoria gender sulla sessualità in maniera provocatoria e a proprio vantaggio. A fine dibattito ha infatti annunciato la propria intenzione di auto-dichiararsi donna per evitare che ogni sua posizione venisse stigmatizzata a prescindere: “Non starò zitto, non starò zitto mentre queste persone continuano ad emarginare politiche e idee a loro scomode, ma che ritengo siano ancora largamente supportate dalla maggioranza della nazione”, ha infatti risposto il senatore alla Water concludendo con la provocazione: “Oggi dichiarerò il mio genere femminile, diventerò così una donna e non saranno più in grado di attaccarmi con la solita retorica femminista”.

Inutile dire che la provocazione ha alimentato le polemiche delle femministe che lo hanno accusato di essere anche razzista nei confronti dei transessuali, ma l’uscita del senatore prolife ha anche suscitato un clamore tale da far fuoriuscire il dibattito dai confini nazionali, nonché sollevato dei dubbi sulle motivazioni che spesso vengono utilizzate dalle femministe in modo retorico per annullare la dialettica su tematiche come aborto e genere sessuale.

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Luca Scapatello