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Miracoli e Testimonianze

Don Pallù, protetto durante un rapimento dalla Madonna e dalle nostre preghiere

Don Pallù, salvo da un sequestro, grazie alla Consacrazione a Maria

“Il giorno più brutto è stato il sabato, perché tra i rapitori ce n’era uno particolarmente violento. La notte ho pregato tanto e la domenica il capo della banda ha rimandato via il suo compagno più violento e altri due. In questo gesto ho visto un segno dal cielo.”
Racconta così la sua orrenda disavventura Don Maurizio Pallù che, dal 2015, è sacerdote e missionario in Nigeria e lo scorso 12 Ottobre è stato vittima di un rapimento, che poteva davvero finire molto male.

“Ho avuto paura, tanta, e ho pregato molto e in quei giorni trascorsi nella foresta ho sperimentato la mia impotenza e il timore vero di morire. Ho parlato col Signore e gli ho detto: Io non sono pronto per morire, ma se tu pensi che questo sia il mio momento ti affido la mia vita. Dammi la forza di morire e di offrire la mia vita per la salvezza dei fratelli che la vita me la stanno togliendo.”
Prima di essere rapito, Don Pallù stava viaggiando in macchina con altre persone, lungo la via che porta dalla capitale della Nigeria, Abuja, a Benin City.
Li erano attesi per una catechesi, ma quattro uomini armati hanno sbarrato loro la strada. Li hanno intimoriti, sparando dei colpi, poi li hanno prelevati e portati nella foresta.
Dopo otto ore di estenuante cammino, non avevano ancora capito quale sarebbe stato il loro destino.

“Mi sono messo a pregare il Rosario: era l’unica cosa che potevo fare”. Don Pallù, infatti, aveva una corona del Rosario, proveniente da Fatima, con se.
Finalmente i rapitori hanno parlato: volevano dei soldi, ma il sacerdote e gli altri malcapitati non ne avevano.
Gli hanno preso una catenina d’oro che aveva al collo e il giorno dopo, dopo tante insistenze, gli hanno permesso di parlare col capo della banda.
Don Pallù sperava che le sue parole fossero ispirate dalla Vergine e che riuscisse a farsi capire e ad avere salva la vita: “È lei assieme ai santi e alle preghiere di tante persone ad aver evitato il peggio per me. La preghiera davvero sposta le montante!”

E, mentre accadeva tutto questo, tutti i Vescovi che si trovavano in Nigeria celebravano la Messa, consacrando nuovamente la Nazione a Maria.
Il miracolo è avvenuto, poiché, due giorni dopo, sono stati tutti rilasciati.
Ora Don Pallù spera di ritornare al più presto alla missione che ha lasciato in Nigeria, dove hanno tanto bisogno di lui: “… e affido alla Madonna il proseguo di questa missione. Come diceva San Giovanni Paolo II, l’Africa è il futuro della Chiesa e personalmente vedo questo come un momento favorevole.”.

 

Antonella

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