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Don Antonio 97 anni, aggredito e malmenato inquietante episodio.

Un’altra storia, che descrive la mancanza di umanità e di rispetto, nonché l’inciviltà in cui stiamo velocemente scivolando, succede a Mantova, nella chiesa di Santa Caterina.

Un sacerdote 97enne viene aggredito, a scopo di rapina, il suo nome è don Antonio Bottoglia.

E’ accaduto il 30 Luglio scorso e purtroppo non era la prima volta.

L’anziano sacerdote, che ogni giorno si dedica, per lo più, al Sacramento penitenziale, ha subito una pesante aggressione, quando un uomo marocchino gli si è avvicinato, dicendogli: “Dammi i soldi!”. Don Antonio ha detto di non averne, allora  l’uomo ha cominciato a sputargli addosso, a strattonarlo malamente, davanti a molta gente presente in chiesa.

Repentinamente, qualcuno ha provveduto a chiamare le forze dell’ordine, che  hanno arrestato il delinquente, da li a pochi metri.

Così E.H.A., il marocchino di 53 anni artefice del misfatto, è ora sotto accusa per aver trasgredito all’art. 405 del codice penale, riguardante il “turbamento di funzioni religiose”.

Certo, il giorno dopo, il sacerdote ha ricevuto le scuse dell’uomo, ma rimane il suo preoccupato resoconto di quel momento: “Ci sono rimasto male, perché quell’uomo è intervenuto nel bel mezzo di una funzione religiosa. Ero nel presbiterio e stavo confessando una mia parrocchiana, quando quell’uomo ha fatto irruzione mettendosi tra me e la signora.”. 

E con lui, tutti noi, ci siamo rimasti male, poiché ci accorgiamo che la carità, la gentilezza, la riverenza, l’osservazione delle regole principali nei luoghi sacri, ma soprattutto l’attenzione delle regole umane basilari, sta cedendo il posto alla violenza, al sopruso, anche per futilissimi motivi (non che ce ne siano di seri o di leciti, per tenere un comportamento aggressivo); ci siamo rimasti male anche perché sappiamo che, nell’Aprile dello scorso anno, nella canonica della stessa chiesa, lo stesso sacerdote, aprendo la porta a due italiani, che conosceva da tempo, almeno di vista, fu aggredito con un coltello, che arrivò a puntare alla sua gola, anche in quell’occasione per chiedere denaro.

 

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