Don Amorth racconta di Giovanni Paolo II, l’esorcista

Don Amorth racconta di Giovanni Paolo II, l'esorcista
Giovanni Paolo II (Websource/Archivio)

Non vi è dubbio che papa Giovanni Paolo II sia stato il pontefice più amato dello scorso secolo e che, ancora oggi occupi un posto speciale nel cuore di molti fedeli, ma non tutti sanno che Woytila è stato anche un eccezionale esorcista, il primo papa dopo 400 anni ad affrontare il demonio con un esorcismo. A raccontare due episodi di esorcismo con protagonista Giovanni Paolo II è stato don Gabriele Amorth, il quale spiega che la prima occasione di vederlo all’opera come esorcista gli è capitata nel 1982: “Lo ricordo perfettamente. Conosco Francesca , la giovane che era presente quella mattina all’udienza papale in Vaticano. In precedenza, il vescovo della diocesi a cui la ragazza apparteneva le chiese se fosse disposto a esorcizzarla, e il papa diede il suo assenso, senza problema. E il Papa procedette subito dopo all’esorcismo, nella sua cappella privata in Vaticano. Francesca non faceva altro che sputare e strisciare contorcendosi al suolo”.

Quella era la prima volta che il Santo Padre si trovava di fronte ad un’indemoniata, come testimoniato dal cardinale francese Jacques Martin che racconta come Giovanni Paolo II fosse basito da quanto visto e che disse in confidenza al vescovo di Spoleto Alberti: “Non mi è mai accaduto nulla di simile nella vita…”.

Don Amorth racconta di Giovanni Paolo II, l’esorcista: il caso nell’anno del Giubileo

 

Sono passati 18 anni prima che don Amorth potesse rivedere il papa all’opera su un indemoniato. Era l’anno 2000, l’anno in cui si tenne il Grande Giubileo, la giovane era andata a Roma proprio per sottoporsi ad esorcismo da don Amorth e quella mattina aveva deciso di assistere all’udienza generale in Piazza San Pietro. Improvvisamente il demone ha preso possesso della diciannovenne rendendola totalmente priva di controllo: “Poco dopo, mentre il Papa impartiva la sua benedizione, a una folla di oltre quarantamila pellegrini, la bella ragazza cominciò a gridare, come un’ossessa. Gli agenti cercarono di tranquillizzarla, ma invano. Poi la ragazza, dotata di una forza sovrumana, riuscì a respingere parecchi di loro. Gridava parole inintelleggibili, lanciando insulti al vescovo Gianni Danzi, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che cercava anch’egli di calmarla, benedicendola con un crocifisso”.

Il tentativo non aveva funzionato e mons. Danzi decise di informare di quanto stava succedendo il segretario del papa mons. Stanislao Dziwisz il quale a sua volta comunicò quanto stava accadendo al Santo Padre che decise di far portare la diciannovenne in un luogo appartato, in cui, dopo la cerimonia pubblica, l’avrebbe esorcizzata: “Fecero entrare così la giovane dall’Arco delle Campane, girando dietro la basilica di San Pietro, per portarla finalmente in un luogo chiuso dove il Papa la esorcizzò alla presenza dei suoi genitori, del vescovo Danzi e di vari uomini della sicurezza che a malapena riuscivano a tenerla. Quel pomeriggio stesso Giancarlo Gramolazzo ed io tornammo a benedire la ragazza accompagnati da mons. Danzi. Ella stessa ci raccontò cosa era accaduto nella mattina in Vaticano. L’esorcismo del Papa ebbe qualche effetto benefico, però non riuscì a liberarla dal diavolo”.

Luca Scapatello