Prepariamoci a vivere la Domenica delle Palme

Domenica delle Palme: diamo inizio alla settimana Santa
Domenica delle Palme

Siamo giunti alla domenica prima della Pasqua, la Domenica delle Palme, che segna l’inizio della Settimana Santa.
E’ questo un periodo molto importante per i cristiani, perché vedrà lo svolgersi di diverse funzioni religiose, in memoria degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù Cristo, nostro Signore.

Della Domenica delle Palme, o meglio dell’evento celebrato in questo giorno, parlano tutti i Vangeli, ossia l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.
Il popolo in festa, lo accolse come si fa con gli eroi, coi Re, agitando ramoscelli di ulivo (probabilmente gli ulivi sono stati introdotti dalla credenza popolare in segno di pace), palme e piante del luogo, in un grandioso gesto di omaggio e venerazione.

Quel giorno Gesù venne ritenuto, il Messia, il detentore del messaggio salvifico di Dio, che tutti stavano aspettando: il regno di Dio era vicino a compiersi e tutti potevano farne parte. Ciò si sarebbe compiuto proprio con la venuta di Dio in terra.
Ecco Matteo 21,1-9: “Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un’asina legata e con essa un puledro.

Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito”.”. Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:
“Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma”. I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!”.” e Marco 11,1-10; Luca 19,30-38; Giovanni 12,12-16.

A differenza dei Re, Gesù entra in Gerusalemme, al tempo sede del potere civile e religioso della Palestina, su un’asina, non sul cavallo, in segno di umiltà e vicinanza al popolo.
La liturgia della Domenica delle Palme inizia al di fuori della chiesa, proprio in ricordo del corteo che, quel giorno, accompagnò Gesù per le vie di Gerusalemme. Ed è li che il sacerdote benedice ulivi e palme, esibiti dalla gente. Questi ramoscelli verranno poi portati, da ognuno, nella propria casa (o tenuti addosso), o sui luoghi di lavoro, in segno di pace e benessere.

Vengono scambiati, a tal proposito, con amici e parenti e portati in omaggio anche ai defunti al cimitero.
La Santa Messa continua, poi, in chiesa e la lettura del Vangelo riguarda la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, secondo l’evangelista dell’anno in corso (Marco quest’anno, essendo l’anno B).

La lunga lettura della Passione è il preannuncio di ciò che accadrà a Gesù, solo qualche giorno più tardi (questa è detta, infatti, anche Domenica della Passione del Signore), quando, la stessa gente che oggi lo osanna, lo giudicherà bestemmiatore, sobillatore delle folle e ne vorrà, urlando a gran voce, la morte in croce, la più terribile all’epoca, riservata solo ai peggiori criminali.

La lettura verrà interpretata da più persone: il sacerdote darà voce a Gesù, mentre diaconi o lettori presteranno le voci agli altri personaggi del racconto, come Pilato, il centurione, Pietro, la folla …
Il paramento sacerdotale, nel giorno delle Palme, è di colore rosso, a simboleggiare la Passione di Cristo; sarà, infatti, dello stesso colore anche il Venerdì Santo.
Si noti che, nelle domeniche di Quaresima, il sacerdote ha indossato il viola, segno di penitenza, tranne che nella quarta, la penultima, (come nella terza di Avvento), in cui l’abito è rosa, per l’approssimarsi della festività.

Le prime notizie della benedizione delle palme, in questo giorno, risalgono al VII secolo.
Un tempo, durante quella domenica, si celebrava anche un pre-battesimo, per coloro che avrebbero poi ricevuto il battesimo il giorno di Pasqua.
Ricordiamo che la celebrazione della Domenica delle Palme rimanda alla festività ebraica di Sukkot, la “festa delle Capanne”.

Quel giorno, si raggiungeva in pellegrinaggio il tempio di Gerusalemme, portando in mano il “lulav”, un mazzetto di rami con la palma, simbolo della fede; il mirto, simbolo della preghiera rivolta al cielo; il salice, simbolo del silenzio dei fedeli di fronte a Dio.
Al tempo di Cristo, molti ebrei ritenevano che il Messia si sarebbe manifestato, proprio durante gli eventi di quella giornata.
La Domenica delle Palme è celebrata dai cattolici, dagli ortodossi e dai protestanti.

Antonella Sanicanti