Disgustoso! Insegnano ai bambini a toccare il corpo di un uomo nudo!

 

Un tempo le nonne esclamavano: “non c’è più pudore! Non c’è più religione!”. Ma quello che sta accadendo oggi è davvero pazzesco! Credo che nessuna nonna – e di sicuro neanche la maggior parte di noi! – avrebbe mai immaginato una cosa simile!

In un museo a San Paolo, importante città del Brasile, considerata la capitale economica e finanziaria di quel enorme paese, è stato aperto un museo alternativo, dove l’arte (???) si fa dal vivo. In questo museo si è inaugurata una mostra/rappresentazione viva, nella quale c’è un signore intorno ai 35/40 anni nudo, disteso su una moquette come fosse inerme. Poi la persona che “coordina”, diciamo così, prende dei bambini o bambine dal pubblico e chiede loro di toccare il corpo di questa persona nuda per terra. Come potete vedere nel video qui sotto, i bambini temono di fare quello che si chiede loro e non sembrano certo attirati da quel corpo nudo disteso davanti a loro. Alcuni scappano e la “coordinatrice” li fa ritornare a riprovare, perché si avvicinino sempre più al “punto cruciale” del corpo dell’uomo. Noi vi proponiamo solo un breve filmato di un minuto, soltanto perché nessuno pensi che ce lo inventiamo.

Non vogliamo che queste notizie si tramutino in voyeurismi. Desideriamo piuttosto che ci sia una presa di coscienza di tutti e in particolare di genitori, perché ormai, tra gender, pedofili, sesso insegnato fin dall’asilo, i nostri bambini saranno rovinati e rischiano di non avere certo un futuro tranquillo, sicuro e di pace!

Disgustarsi e poi far finta che questi siano casi sporadici, nascondendo così la testa nella sabbia, ci fa complici di una situazione che non ha eguali e per la quale non possono esserci che parole di rifiuto e di condanna forte.

Dobbiamo renderci conto che ciò che sta accadendo, spudoratamente a San Paolo è ciò che anche in molti paesi europei si sta cercando di fare e cioè, di aprire le porte alla pedofilia come pratica “normale” e accettata dalla società. 

È questo il mondo che vogliamo? Ma li vogliamo difendere questi nostri figli?