Dio si serve di ciascuno di noi

 

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In molti si sono chiesti il perché Dio non si manifesti costantemente tra la sua gente prediletta, l’unica volta in cui si è incarnato è stato oltre 2000 anni or sono, ma in quel caso lo ha fatto per mostrare all’umanità la via della salvezza, chiudere una era di violenza e bestemmia ed inaugurarne un’altra di misericordia e grazia.

 

Se ci si pensa attentamente si capisce come il lavoro di Dio sulla terra come, Dio incarnato, abbia esulato dai comportamenti e dal modo di intelligere della specie umana, Cristo in quanto spirito di Dio in carne, ha svolto il compito affidatogli dal Padre e nient’altro (non ha vissuto come essere umano ne si è relazionato a loro se non per diffondere il verbo) e lo stesso Gesù che in una passo del Vangelo dice ai suoi apostoli: “Ricordo che il Padre Mio Mi disse: ‘Sulla terra, compi il Mio volere e porta a termine il Mio incarico. Non preoccuparti di nient’altro”.

 

L’esistenza terrena del figlio di Dio aveva l’unico scopo di svegliare le genti di promulgare la Verità in modo tale che tutti sapessero al di fuori di ogni ragionevole dubbio che l’esistenza finora condotta  e le divinità finora adorate erano dei falsi idoli a cui si appoggiavano per debolezza ed ignoranza e che se avessero seguito gli insegnamenti di Dio da lui condivisi in terra avrebbero conosciuto la verità a tempo debito.

 

Svolto lo scopo preposto alla sua esistenza, Gesù ha terminato il suo compito, non ha avuto importanza che la sua vita sulla terra sia durata un breve arco di tempo (anche per la limitata media di vita umana) perché Dio non risponde a logiche di tempo tipicamente umane, inoltre, il sacrificio stesso di Gesù è stata l’arma più forte per sconfiggere il male e dare un esempio di assoluta fedeltà alla verità di cui si era fatto portatore.

 

Ma se il compito di Dio in terra si è concluso con la crocefissione del figlio, il compito spirituale non è mai terminato: il messaggio di amore e misericordia lasciatoci dal figlio aveva una valenza enorme, ma perché continuasse a brillare ed illuminare il cammino degli esseri umani, c’era bisogno che fossero gli umani stessi a farsene portatori. A tal fine Dio, in questi secoli, si è servito degli esseri umani per compiere il suo lavoro spirituale, primi tra tutti gli Apostoli e sopratutto Pietro fondatore della sua Chiesa in terra e detentore delle chiavi d’accesso al paradiso.

 

Ma se il compito di Dio sulla terra era concluso, a quale fine Dio utilizza gli esseri umani? L’intelligenza dell’essere umano è limitata alla percezione delle cose attorno a se, pertanto il messaggio che Dio ha lasciato con la scesa in terra del figlio aveva bisogno che fosse diffuso da persone affini che potessero, inoltre, tradurlo a tutte le genti. Il disegno divino, infatti, non sarebbe comprensibile a nessuno e quindi Dio ha bisogno di persone che in terra lo traducano in gesti materiali ed in parole comprensibili.

 

Insomma Dio ha svolto sulla terra un duplice lavoro, quello da Dio, in quanto si è incarnato per fare conoscere la sua esistenza e diffondere il suo verbo, e quello specificatamente umano servendosi di persone che con il loro esempio ed i loro talenti completassero il progetto iniziato con la rivelazione e che si concluderà con  la sua nuova venuta e il giudizio finale.